«Al servizio della diocesi, nel segno di unità e comunione»

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Nella giornata di oggi, 20 dicembre, volontari, direttori e personale della curia diocesana e degli organismi e strutture legate alla diocesi di Novara si sono incontrati per il tradizionale scambio di auguri natalizi.

Di seguito il testo integrale dell’intervento tenuto da don Fausto Cossalter, vicario generale della diocesi.

 

Carissimi,

abbiamo voluto mantenere questo appuntamento annuale per lo scambio di auguri, nonostante l’assenza forzata del nostro vescovo Franco Giulio. A lui va in questo momento il nostro pensiero affettuoso, la nostra preghiera fraterna e l’augurio più vivo in attesa di rivederlo presto tra noi.

Oggi qui è riunita la famiglia allargata della curia; noi siamo i più vicini collaboratori del vescovo, chiamati a sostenere il cammino della vita diocesana, ad accompagnare tutte le comunità, i sacerdoti e gli operatori pastorali nelle loro fatiche, a rispondere ai loro bisogni, favorendo la comunione tra le varie realtà della Chiesa diocesana.

Prima di esprimervi il mio augurio natalizio, aggiungendo anche una piccola riflessione per noi che in questo luogo lavoriamo, desidero fare memoria degli avvenimenti tristi e gioiosi che hanno segnato l’anno ormai trascorso, coinvolgendoci direttamente tutti in vario modo.

Purtroppo ancora una volta alcuni di noi sono stati segnati dalla sofferenza di un lutto. Pensiamo in particolare a Elena Fornara, segretaria dell’IDSC, a don Michele Valsesia, collaboratore per la pastorale della sanità, a don Marco Borghi, collaboratore nella pastorale vocazionale e a Manuela Borraccino, direttrice del settimanale diocesano che hanno perduto in questo anno il papà. E poi pensiamo a don Lorenzo Marchetti, collaboratore dell’ufficio liturgico e a Marco Parisi della Caritas diocesana, i quali hanno entrambi perduto la mamma. Infine a Lorenzo Morganti dell’ufficio beni culturali che ha perduto la suocera. A tutti loro rinnoviamo la nostra vicinanza e preghiera.

Come avvenimenti gioiosi, invece, attendiamo a breve la nascita del secondo figlio di Paolo Usellini (collaboratore dell’ufficio scuola e della pastorale giovanile) e di Marco Torricelli (dell’Istituto Sostentamento del Clero). Ai due papà e  alle mamme, vanno la nostra preghiera e il nostro affettuoso incoraggiamento.

Aggiungo, certo di farmi interprete di tutti voi, un caloroso augurio a Marisa Benedetti, finora mia segretaria. Pochi giorni fa ha raggiunto il traguardo della pensione. Ci complimentiamo con lei sapendo che tutti le siamo debitori di innumerevoli servizi. A nessuna richiesta Marisa ha mai detto no, manifestando sempre disponibilità, cordialità e sapendo mettere a proprio agio chiunque si presentava a bussare ai nostri uffici. A te cara Marisa va ancora il nostro grazie e gli auguri più belli con la certezza che ti avremo ancora tra noi a dare con generosità il tuo contributo, almeno come volontaria nell’ufficio catechistico…

Salutiamo anche Cristina Valli, segretaria dell’ANSPI, che lascia il lavoro tra noi per iniziare una nuova avventura formativa e professionale. A lei il nostro caloroso augurio di ogni bene.

Se nell’incontro dello scorso anno vi annunciavo l’inizio dei lavori di ristrutturazione degli ambienti della curia, in particolare della portineria, oggi ne vediamo il risultato finale, usufruendo di spazi più confortevoli e adeguati alle esigenze di questi tempi. A don Renzo nostro economo, va il grazie di tutti per aver pensato e accompagnato questo intervento, insieme alla generosità di chi, attraverso il proprio dono, l’ha reso possibile.

Mi permetto ora di esprimere alcune parole sul senso e sullo stile del servizio che siamo chiamati a dare alla nostra Chiesa, come direttori, personale e volontari che operano nell’ambito dei servizi diocesani.

La nostra diocesi viene da alcuni anni di intensa riflessione sul proprio futuro e ha precisato il sogno di Chiesa che desidera. È il frutto del percorso avviato con il cammino sinodale e culminato lo scorso anno con la consegna da parte del Vescovo alle comunità del “libro del XXI Sinodo”.

Mi piace ricordare nuovamente che questo testo è consegnato anzitutto a noi, perché noi per primi dobbiamo ripartire da lì. Infatti, l’esito finale del Sinodo non sono state delle nuove norme da seguire, ma un nuovo stile da assimilare, far crescere e vivere.

Riprendendo il numero 38 dedicato proprio alla curia diocesana leggiamo: “Gli uffici diocesani sono a servizio delle parrocchie, delle UPM e dei vicariati per aiutarli a concretizzare sul territorio la pastorale diocesana, per raccoglierne le istanze e le domande nuove, facendo così crescere il senso di appartenenza alla chiesa locale”.

Dunque, siamo chiamati ad essere al servizio di altri e in ascolto delle cose nuove che accadono per favorire l’unità e la comunione. Lo stile della sinodalità sperimentato, e richiesto a tutta la nostra Chiesa, è il modo attraverso il quale dobbiamo realizzare i compiti che ci sono affidati.

Papa Francesco nel discorso in occasione della commemorazione del 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, il 17 ottobre 2015, aveva detto che: “il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”.

Il mio messaggio di quest’anno è un invito, a me e a voi, a ricercare con ostinazione questa strada. Imparare a parlarci e ad ascoltarci, è il primo passo per poter in seguito essere capaci di discernere e di decidere insieme. Qualunque sia il nostro servizio in questo luogo, chiediamoci sempre se favorisce e aiuta a realizzare l’unità e la comunione, tra noi e nella Chiesa che serviamo.

Sappiamo bene che spesso il nostro è un servizio nascosto, a volte anche non compreso pienamente; ci è chiesto però di viverlo sempre nella semplicità e, aggiungerei, nell’umiltà. Facciamo tesoro di quanto ci dice la pagina evangelica di questa giornata che ci presenta Maria come modello da seguire. All’angelo Gabriele che le annuncia una cosa impossibile, diventare madre del Figlio di Dio, Maria non risponde: “certo, lo faccio perché sono brava”, ma dice solo: “mi metto a disposizione…”, “avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1, 38). Quando siamo magari un po’ stanchi e scoraggiati, impariamo da Maria a vivere così il nostro servizio alla Chiesa!

Termino ora con gli auguri di buon Natale. Il senso profondo di questi auguri lo cogliamo dalle parole che don Franco Giulio rivolge alla diocesi nel suo messaggio natalizio che ora consegno a ciascuno di voi e che mi dispensa dall’aggiungere altre parole…

Mentre vi ringrazio di cuore per il vostro lavoro quotidiano, auguro a voi e alle vostre famiglie di trascorrere giorni sereni e riposanti per ritrovarci nel nuovo anno 2019 con rinnovato desiderio di camminare insieme. I nostri auguri giungano anche al Vescovo al quale inviamo un caloroso applauso.

Buon Natale a voi e alle vostre famiglie!

don Fausto Cossalter
Vicario generale
Diocesi di Novara