Avvio del catechismo, un intervento dell’Ufficio diocesano

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Dopo la nota ai parroci della diocesi di Novara del vicario generale don Fausto Cossalter, circa la ripresa delle attività educative in parrocchia, pubblichiamo di seguito un approfondimento, pubblicato sui settimanali diocesani dell’11 settembre 2020, a firma di don Flavio Campagnoli, direttore dell’ufficio diocesano Catechesi e Liturgia [clicca qui per il testo in versione PDF].  L’intervento presenta e commenta “Ripartiamo insieme”, il documento che contiene le linee guida della Conferenza episcopale italiana per lo svolgimento dell’attività catechistica [clicca qui per scaricarlo].

 

L’Équipe dell’Ufficio Catechistico Nazionale ha recentemente pubblicato un documento dal titolo “Ripartiamo insieme” in cui sono contenute le linee guida per la catechesi in Italia in tempo di Covid.
Nell’introduzione, mons. Valentino Bulgarelli, direttore dell’Ufficio, scrive: “Siamo consapevoli che anche la Chiesa italiana si trova in un delicato tempo di passaggio, che è anche una grande opportunità: se da un lato riprenderà al più presto la proposta catechistica con le dovute precauzioni sanitarie, dall’altro sentiamo forte l’esigenza di un nuovo discernimento sulla realtà pastorale e sociale e sul rilancio dei percorsi catechistici”.
Il testo si compone di una prima parte: la Sintesi dei Laboratori ecclesiali sulla catechesi (svolti on-line da maggio a luglio) che rappresenta una foto realistica della catechesi nella Chiesa italiana scattata “dal basso”; e, la seconda, intitolata: Per dirci nuovamente “cristiani”. Spunti per un discernimento pastorale alla luce del capitolo 11° degli Atti.
Mentre alle precauzioni sanitarie sono dedicate le Linee orientative per la ripresa dei percorsi educativi con i minori, già rese disponibili alle nostre parrocchie, questo testo cerca invece di guardare più avanti ponendo essenzialmente due domande: Quale insegnamento può trarre la catechesi da questo tempo di pandemia e dopo l’esperienza del lockdown? Come può la comunità cristiana modificare se stessa per favorire una maggiore aderenza alla vita delle persone e maggior efficacia nell’azione catechistica?
Certo, più o meno consapevolmente, molti vorrebbero sminuire la portata di questi interrogativi e tornare alla “normalità pastorale” di sempre. È questo un indice della fatica ad interiorizzare la portata del cambiamento in atto e la conseguente opportunità ecclesiale.
Invitando ad una lettura completa del testo, reperibile sul sito della CEI, vorrei semplicemente sottolineare tre considerazioni in esso presenti che mi sembrano più incisive:
Innanzitutto, poiché durante il lockdown ci si è resi conto ancora una volta di quanto sia delicato e fondamentale il rapporto con le famiglie, occorrerà immaginare per loro una catechesi, sempre più squisitamente biblica, che parta dal cuore del kerygma cristiano: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti” (EG 164). Spesso, infatti, ci si sta rendendo conto che non solo dai ragazzi «non si può presupporre quasi nulla riguardo alla loro educazione alla fede nelle famiglie di provenienza», come affermavano i Vescovi italiani negli Orientamenti pastorali per il primo decennio del Duemila, ma, circa la fede, non lo si può fare neppure rispetto ad interi nuclei famigliari.
In secondo luogo, si dovranno offrire alle famiglie strumenti adeguati per riscoprire e vivere la fede in casa, rispettosi dei loro ritmi e dalle loro risorse reali, valorizzando ciò che c’è, piuttosto che stigmatizzando ciò che manca. Le norme di cautela sanitaria, che costringeranno a formare piccoli gruppi per la catechesi, possono, in questa prospettiva, essere l’occasione per creare più facilmente un contatto con le famiglie stesse, riallacciando i legami che in questi mesi si sono allentati.
Infine poiché molte nostre comunità e tanti singoli catechisti hanno esplorato, in questi mesi, nuovi linguaggi e strumenti per trasmettere la fede con passione e creativi¬tà, si è tuttavia rivelata necessaria e urgente una formazione specifica dei catechisti sul valore e l’utilizzo degli ambienti digitali.
In conclusione, augurandoci di trovare insieme con passione, equilibrio e creatività, la risposta alle sfide pastorali che la catechesi dovrà affrontare in questo nuovo anno, vorrei riprendere, provocatoriamente, lo slogan di papa Francesco proposto nell’omelia di Pentecoste: «Peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla».

Don Flavio Campagnoli
Direttore
dell’Ufficio diocesano
Catechesi e Liturgia