Come i Magi, anche noi alla ricerca del volto del Signore

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Alla ricerca del volto del Signore sulla strada della fede, come i Magi nella Palestina di 2000 anni fa. E proprio “Ricerca”, “Volto” e “Fede” sono le tre parole sulle quali il vescovo Novara Franco Giulio Brambilla ha voluto centrare la sua omelia di oggi, nella Messa dell’Epifania celebrata in cattedrale. Una celebrazione che ormai da anni si caratterizza come la “Messa dei popoli”, perché partecipata da una folta rappresentanza degli oltre 40mila immigrati presenti in diocesi.
«“Volto”, “ricerca” e “fede” vanno insieme – ha detto il vescovo -. Ma, diciamolo subito sin dall’inizio, il volto sfocia in un appello, lo sguardo invita a un legame, la fede richiede fedeltà. Per questo il tema della “ricerca del volto di Gesù” implica anche che si sia disposti a mettere in gioco i nostri legami (con gli altri, con se stessi e con il proprio destino) e a mettere in moto la nostra identità. Dentro una storia e un racconto. Siamo all’inizio dell’anno: qui inizia il nuovo racconto e il cammino del 2017. Questo basti per la nostra festa dell’Epifania!».

Di seguito il testo integrale.

ALLA RICERCA DEL VOLTO
Festa dell’Epifania 2017

«Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo»» (Mt 2,2). Ci sono tre parole che attraversano il vangelo odierno dei Magi: ricerca, volto, fede. Commentando queste parole possiamo anche noi avvicinarci con i Magi, facendo spazio anche agli altri nella comune ricerca del Signore.
Alla ricerca di Gesù.
La domanda “Chi è Gesù?” si trasforma nella ricerca “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei?”. La domanda è scritta come a mano su un foglio bianco e attende un segno indicatore. È la domanda dei Magi, è la tua domanda, quella con cui sei venuto qui, attorcigliata nel groviglio di altri interrogativi. Lasciamola in cima al foglio, scritta di nostro pugno…
La ricerca va fatta con cura, potremmo dire con metodo. La parola “metodo” (méthodos deriva da metà [attraverso] e hodós [via]: “via attraverso cui giungere a un fine”; Devoto-Oli: méthodos = ricerca, indagine) sembra astratta, ma ha un significato concreto: indica il “percorso” con cui cercare un tema, la “via” che conduce al traguar­do, a un orizzonte più avanzato, che ti fa fare un passo in avanti. I Magi cercano con metodo, si mettono in cammino, devono percorrere una lunga strada.
Il nostro metodo è detto semplicemente in queste parole: “Alla ricerca del Volto”. Questa sarà la nostra scoperta: il cammino, il metodo, la via da percorrere è anche il tema stesso del Vangelo. Come cerchiamo il Signore è decisivo per trovare il Signore che cerchiamo. La ricerca di Gesù non è un interesse che impongo al Vangelo dall’esterno per accostarmi al mistero di Cristo, ma è la “forma del Vangelo”. È il Vangelo stesso che è scritto come un “racconto per cercare”, non come un testo dove è “già tutto dato”.
Pensate la sorpresa! Nel testo che custodisce come teca preziosa la rivelazione piena e solare del mistero di Dio e del volto dell’uomo, la ricerca non è nascosta, azzerata, ma è la forma stessa del racconto, è il movimento con cui si può entrare sempre da capo nel suo inesauribile mistero. Come è inesauribile il segreto della tua coscienza, il cuore del fratello, l’amore della persona amata, la sofferenza del bimbo, la gioia tenera di due fidanzati, la maturità di due sposi e genitori, il sereno tramonto dell’anziano, così, e ancor di più, non si può sequestrare una volta per tutte il segreto di quell’Unico singolare che ci con­duce nel cuore di Dio.
Il Vangelo non è un prontuario della fede, ma è la mappa perché avvenga da capo il bruciante incontro tra il tuo desiderio e il mistero di Dio! «La ricerca di Gesù come forma del Vangelo»: questo è il tema del Vangelo.
Alla ricerca del volto.
Alla ricerca del volto di Gesù. I magi non conoscono Gesù, hanno bisogno di riconoscere il suo volto. Il volto è ad un tempo l’identità di una persona e il varco aperto sul suo segreto. Nel volto, la persona ti guarda e chiede di essere riconosciuta. Il volto è il luogo dove la persona comunica quando vuole aprirsi e rendersi accessibile, il volto è il cristallo trasparente dove brilla l’interiorità della vita o diventa uno schermo quando la persona vuole nascondersi e sottrarsi ad uno sguardo invadente e indagatore.
“Ricerca” e “volto” vanno insieme: un volto va cercato, un volto non può essere posseduto, o meglio può essere posseduto solo nella forma dell’affidamento. È consegnandomi ai suoi segni, alle sue indicazioni, alla sua mimica, che entro nel mistero dell’altro. È solo perché lo lascio essere, che l’altro mi viene incontro, e l’altro ha bisogno che il suo volto sia ri-conosciuto (sempre da capo) da uno che lo lascia essere, che entra in un legame di fiducia, che apre lo spazio di una relazione di fede e di fedeltà.
Una ricerca di fede.
Attenzione: questa non è una realtà che ha scoperto l’antropologia. È una realtà che è iscritta nella nostra carne: il bimbo si scopre nello specchio del volto della madre, mentre la prima volta che si riflette nello specchio di casa si spaventa, teme di vedersi per così dire raddoppiato. Il proprio volto, la propria identità scaturisce dallo sguardo di un altro, della madre che ti offre lo sguardo così come ti dona la sua vita. Non ci è mai concesso di vedere – neppure da grandi – il nostro volto, lo vediamo solo riflesso nello specchio, possiamo vederlo soltanto lasciandoci guardare, possiamo identificarlo solo lasciandoci riconoscere. E lasciandoci chiamare… Il volto è insieme il luogo del legame all’altro e della propria identità.
Già solo da questo breve accenno si vede che “volto”, “ricerca” e “fede” vanno insieme. Ma, diciamolo subito sin dall’inizio, il volto sfocia in un appello, lo sguardo invita a un legame, la fede richiede fedeltà. Per questo il tema della “ricerca del volto di Gesù” implica anche che si sia disposti a mettere in gioco i nostri legami (con gli altri, con se stessi e con il proprio destino) e a mettere in moto la nostra identità. Dentro una storia e un racconto. Siamo all’inizio dell’anno: qui inizia il nuovo racconto e il cammino del 2017. Questo basti per la nostra festa dell’Epifania!

+ Franco Giulio Brambilla
Vescovo di Novara