Conferimento dei ministeri: la centralità della Parola e dell’Eucaristia

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La Parola e l’Eucaristia fondamento della vita della Chiesa, del cammino di conversione di ognuno e del cammino di formazione e discernimento di chi sta vivendo il camino verso il sacerdozio. Sono i passaggi centrali dell’omelia nella messa per il conferimento dei ministeri del lettorato e dell’accolitato, fatta da don Fausto Cossalter nella celebrazione che si è tenuta lo scorso lunedì 26 novembre in seminario.

Di seguito il testo integrale.

 

 

Ministeri: segni della centralità
della Parola e dell’Eucaristia

Carissimi seminaristi che avete chiesto di ricevere il ministero del lettorato e del diaconato,
caro Emanuele che vivi la tappa dell’accolitato in cammino verso il diaconato permanente,
carissimi familiari e amici di questi giovani,
carissimi confratelli sacerdoti,

questa sera viviamo, in un clima di familiarità, un momento di grande intensità spirituale, perché il conferimento dei ministeri a questi fratelli ci coinvolge e ci interpella tutti. Il lettore e l’accolito sono infatti il segno della centralità della Parola di Dio e l’Eucaristia, nella comunità cristiana.
Questi due ministeri ci invitano, dunque, a tenere viva la consapevolezza che la Chiesa si fonda sulla Parola e sull’Eucaristia – doni del Risorto – e che l’annuncio del Vangelo e la Celebrazione eucaristica sono il primo e fondamentale gesto di carità verso i fratelli.
Viviamo questa celebrazione in comunione con il nostro vescovo Franco Giulio presente fra noi spiritualmente e al quale assicuriamo la nostra vicinanza e preghiera, mentre è chiamato a vivere una momentanea sosta forzata, ma – ne siamo certi – per tornare a guidarci e a camminare con un nuovo passo spedito sulla strada della testimonianza del Signore Gesù.
Forse, in qualcuno che partecipa per la prima volta alla celebrazione del conferimento di questi due ministeri, potrebbe sorgere spontanea la domanda: ma adesso questo mio amico cosa è “diventato”, e cosa può “fare” con il ministero che ha ricevuto?
Vorrei rispondere subito che non si tratta tanto di un fare qualcosa di più o di diverso. Esercitare un ministero nella chiesa non è prima di tutto l’essere abilitati a svolgere dei compiti particolari, ma significa porsi costantemente in riferimento al Signore Gesù, perché è sempre Lui che è presente, parla e agisce in mezzo al suo popolo.

Lettorato: dal proclamare all’ascoltare
Il ministero del lettorato non si deve ridurre allora alla possibilità di proclamare un testo della Scrittura in pubblico, (o come dice la monizione che vi leggerò tra poco “a educare alla fede i fanciulli e gli adulti e guidarli a ricevere degnamente i sacramenti”), ma è mettersi al servizio di un Altro, cioè al servizio del Signore che vuole parlare al suo popolo. Questo implica un decentramento da se stessi, così che colui che legge sia capace ad accogliere per primo questa Parola, la lasci risuonare in lui, perché la Parola lo illumini, lo interpelli, lo converta, lo fortifichi. Tra poco vi dirò: “Ricevi il libro delle sante Scritture e trasmetti fedelmente la Parola di Dio, perché germogli e fruttifichi nel cuore degli uomini”.
Ce lo ha ricordato anche il passaggio tratto dal libro Deuteronomio che ci è stato proposto poco fa. Questi pochi versetti sono parte integrante della preghiera quotidiana dell’israelita, e ci fanno cogliere il senso vero e l’importanza dell’ascolto. «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è unico». Proprio perché la persona oggetto di ascolto è unica, ne consegue l’esigenza di rapportarsi a lei con altrettanta unicità: «Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze». Il legame che si stabilisce con la relazione di ascolto è una relazione di amore.
Aggiunge poi il testo: «Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore…  Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte».
Il vero ascolto fa nascere un legame che incide sulla vita di chi ascolta, trasformandola e in qualche modo “compromettendola”.
Ecco, cari Giacomo, Alessandro, Daniel e Gabriele fate di questo anno di “lettori istituiti” un anno dove metterete al primo posto l’ascolto della Parola perché possiate “essere felici”, esserne nutriti, radicando su di essa ogni scelta della vostra vita. Un anno che deve formare in voi uno stile che vi accompagnerà per sempre.

Accolitato: dal “mettere le mani su Dio” al farsi modellare da Lui
Ugualmente per voi, Simonpietro, Liborio, Luca, Denis e Emanuele, che tra poco sarete accoliti. Vi ricordo che al di là del servizio concreto che renderete durante la celebrazione eucaristica, o quando distribuirete l’Eucaristia anche agli ammalati, siete chiamati a vivere e a far vivere attorno a voi l’importanza vitale del mistero eucaristico, consapevoli che nella celebrazione è il Cristo Risorto che raduna il suo popolo, che gli parla, che gli comunica la sua stessa vita e lo invia in missione. E proprio nella celebrazione eucaristica il Signore ci invita ad unirci a Lui, a fare delle nostre vite delle vite donate, consegnate, a fare della nostra vita quotidiana un’offerta gradita a Dio.
A volte purtroppo la superficialità e l’abitudine ci potrebbero far pensare che il nostro servizio preveda “di mettere le mani su Dio” (quasi “trafficando” nel tabernacolo).  E, invece, è Dio che “mette le mani” su di noi, ci unisce a Lui e fa di noi le membra del suo Corpo, attraverso il quale si manifesta al mondo di oggi.
Anche voi, come il discepolo che Gesù amava di cui ha parlato il Vangelo che abbiamo ascoltato, possiate sempre riconoscere in ogni celebrazione eucaristica che: “È il Signore!” e indicarlo agli altri come Colui che nutre la nostra vita. L’invito di Gesù rivolto a tutti: «Venite a mangiare» risuoni attraverso di voi, perché voi per primi ne avete sperimentato la bellezza e ha nutrito e trasformato la vostra vita.
L’Eucaristia sia il vostro nutrimento e sia al centro della vostra adorazione, lasciandovi modellare e trasformare per fare delle vostre vite delle vite eucaristiche.

Ora preghiamo per voi mentre affidiamo anche il vostro cammino verso il presbiterato e il diaconato permanente, alla grazia del Signore, perché vi faccia crescere nella configurazione a Lui, Parola e Pane di vita.
Anche il vostro numero particolarmente significativo è un bel segno di fiducia e speranza per la nostra Chiesa diocesana e di questo ringraziamo il Signore.

Buon cammino!

Don Fausto Cossalter
Vicario generale della diocesi di Novara