Coscienza e Parola, il «roveto ardente» di Martini

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Un ricordo a più voci di una Pastore che segnò un’intera stagione ecclesiale non solo milanese, una riflessione sulla forza dirompente della Parola e uno strumento per guardare al futuro e alle sfide che attendono la comunità cristiana.

Nell’anniversario della nascita di Carlo Maria Martini (15 febbraio 1927) e a un anno dalla giornata di studi che l’arcidiocesi gli dedicò nel 2020 (40° del suo ingresso) il Centro Ambrosiano pubblica il volume “Martini, il vescovo per la città. Parole, incontri, semina, sogni del biblista che trasformò Milano” a cura di Marco Garzonio, che proprio di quel convegno raccoglie gli atti.

A parlarne, in un’intervista a Chiesa di Milano, il vescovo Franco Giulio, che al volume ha contribuito con un intervento centrato sulla lettera pastorale del 1987 “Cento parole di comunione”. Una sorta di “carta di intenti” per l’intero episcopato, un «roveto ardente» che offre la cifra del suo pensiero e della sua spiritualità,  fondata nel rapporto tra coscienza e Parola.

E che insieme agli altri interventi – con introduzioni dell’arcivescovo Mario Delpini – possono fare della lettura del volume una buona compagnia nel cammino di Quaresima che ci attende.