Capitolo della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Novara

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Il Capitolo della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Novara è un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto per antico possesso di stato iscritto presso il Tribunale di Novara al n. 621 del Registro delle Persone Giuridiche.

I canonici effettivi
Can. mons. Walter Ruspi, del titolo di sant’Andrea apostolo, Prefetto
Can. don Renzo Cozzi, del titolo di san Prospero, Sindaco
Can. don Primo Tosi, del titolo di sant’Agabio, Penitenziere
Can. don Mario Perotti, del titolo di san Tommaso
Can. don Gianni Colombo, del titolo di san Gaudenzio
Can. don Franco Giudice, del titolo di san Silvano
Can. don Giuseppe Teglia, del titolo di san Paolo
Can. don Fabrizio Poloni, del titolo di san Giacomo maggiore
Can. mons. Mario Bandera, del titolo di san Michele Arcangelo

I canonici onorari
don Mario Secondino Bottino
don Maurizio Gagliardini

La Storia
Le prime notizie sull’esistenza del capitolo di Santa Maria risalgono alla metà del IX secolo, quando il vescovo Franco Adalgiso dette origine alla vita canonicale ispirandosi alla regola di S. Crodegango di Metz.

I canonici erano 40. Non tutti erano preti (alcuni erano diaconi e suddiaconi) e furono beneficati anche dai vescovi Aupaldo e Pietro III.

Dapprima sparsi per la città, vengono raccolti nel XII secolo dal vescovo Litifredo in uno spazio chiuso (claustrum) nei pressi della cattedrale, dando origine ad una specie di cittadella, in cui ogni canonico ha la propria abitazione. I canonici hanno la mensa comune nei tempi forti dell’anno liturgico (Quaresima, Avvento e Quaresima di San Martino), celebrano la liturgia cittadina stazionale, esaminano gli ordinandi, propongono i parroci, coadiuvando il vescovo nella cura pastorale della diocesi, e amministrano in comune i beni del Capitolo. Nel XII e nel XIII secolo sono i canonici a proporre il nome del vescovo.

Gli statuti canonicali, scritti in tempi diversi (soprattutto nel XII e nel XIII secolo) , esprimono precise norme per la vita canonicale e del personale che doveva coadiuvare il capitolo, in modo particolare i custodes Ecclesiae.

La stesura organica degli statuti si deve al vescovo Guglielmo de Villana di Cremona, che nel 1352 approva il testo completo sulla vita canonicale, confermata alla fine del XV secolo, durante il pontificato di Innocenzo VIII.

Per quanto riguarda l’abito corale ed il rituale dei canonici, si ricorda che nell’età moderna postridentina essi avevano come insegna una cappa magna di seta rossa, con coda, durante il periodo che andava dalla Pasqua all’Avvento; e una cappa magna rivestita di ermellino bianco con cappuccio e coda per il tempo che andava dall’Avvento al Sabato santo. Ora, in seguito al Concilio Vaticano II, i canonici hanno ridimensionato l’abbigliamento corale riducendolo ad una mozzetta violacea.

Dal tempo di Papa Gregorio XVI (1836) i canonici possono fregiarsi di una croce dorata.

In questi dodici secoli di vita, 25 canonici sono diventati vescovi.

Per quanto riguarda il settore dei riti, il capitolo gestiva un tempo la liturgia cittadina in forma stazionale normativa anche per tutta la diocesi. Dopo il concilio tridentino ha abbandonato ogni forma di singolarità liturgica.

Circa il ricchissimo materiale storico-culturale conservato nell’Archivio del Capitolo, va tenuto presente il dittico eburneo del V secolo e la pergamena più antica, che risale al 729 d.c.

Lo stemma del capitolo è costituito dall’immagine di Maria Santissima Assunta in cielo con la dicitura: Capitulum Canonicorum Ecclesiae Cathedralis Novariensis.