Domenica 4 Dicembre 2016
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Il vescovo: «Convivenza come omicidio? Inaccettabile equiparazione»   versione testuale






Il clamore suscitato dalla Lettera alle famiglie (bollettino parrocchiale) del Parroco di Cameri, pubblicata all'inizio di giugno e amplificata da alcuni mezzi di stampa e dai nuovi media, richiede una netta presa di distanza sia dai toni che dai contenuti del testo per una inaccettabile equiparazione, pur introdotta come esempio, tra convivenze/situazioni irregolari e omicidio. L'esemplificazione, anche se scritta tra parentesi, risulta inopportuna e fuorviante e quindi errata.
Inopportuna e sbagliata nei modi, perché semplifica una realtà che è complessa, che tocca le coscienze di ognuno, le sofferenze e le fatiche di moltissime famiglie.
Inopportuna e errata nei contenuti, perché dalle parole di quello scritto, non emerge il volto di una Chiesa che è madre, anche quando vuole essere maestra di vita.
Il tema delle separazioni e delle convivenze è uno dei temi di discussione che papa Francesco ha messo sul tavolo per il prossimo Sinodo dei Vescovi dedicato alla famiglia, che si terrà in ottobre. La Chiesa di Novara è, come appare anche dalla lettera pastorale "Come sogni la Chiesa di domani?", in profonda sintonia con il cammino di Papa Francesco.
Lo Chiesa dev’essere sempre più attenta a tutte le situazioni umane alle quali deve essere annunciato il Vangelo. Una Chiesa così emerge anche dal tema del Sinodo diocesano, aperto la scorsa vigilia di Pentecoste: Una Chiesa "in uscita" per annunciare la gioia del Vangelo.
Chiediamo sinceramente scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalle fuorvianti affermazioni del testo pubblicato sul bollettino parrocchiale di Cameri.
Il Vescovo di Novara
Franco Giulio Brambilla
 
 
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