Epifania del Signore, cinque minuti con la Parola

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Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola nella giornata in cui si fa memoria dell’Epifania del Signore. Il testo è tratto da Cercatori di felicità,  sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e curato dall’’Ufficio per la Pastorale giovanile.

 

Dal libro del profeta Isaia (60,1-6)
Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Dalla lettera di San Paolo agli Efesini (3,2-3a.5-6)
Penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.
Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa pro- messa per mezzo del Vangelo.

Dal Vangelo secondo Matteo (2,1-12)
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva na- scere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda:
da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele”.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, in- censo e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Commento:Oggi, nella festa dell’Epifania, i nostri amici Magi vogliono condividere con noi ciò che hanno vissuto, perché scopriamo nella nostra vita la stessa gioia che ha invaso il loro cuore. Una stella li guida. Alziamo il nostro sguardo, per scoprire la stella che ancora oggi vuole splendere per noi. Apriamo bene gli occhi, la mente, interroghiamo il cielo, per capire quale strada percorrere, una strada che vuole essere gioia per noi.
Saremo così invitati a entrare nell’intimo di una casa: è ciò che cerchiamo da sempre, un luogo in cui rimanere, essere noi stessi, trovare pace. Chi incontreremo? Un bambino con sua madre: quel Dio bambino che non ci può spaventare, in braccio a sua madre, bambina di Dio. Di fronte a questo Dio umile, familiare, sorprendente: solo il silenzio. Il cuore vuole adorare: “ad-horare”, ovvero “stare bocca a bocca”. Non servono parole, solo un bacio: quel bambino vuole giocare, ci prende il viso tra le sue manine.
Le difese cadono, ci doniamo a lui, con tutto ciò che siamo.
Quel bimbo vede in noi qualcosa di prezioso. In quei doni vediamo che Dio è tutto per noi. Si può ricominciare a sognare, una strada nuova ci aspetta. La stella ci accompagnerà ancora.
Il nostro cuore sarà, per sempre e ovunque, casa di Dio.

Preghiera
Manifesta, Signore Gesù,
la tua misericordia,
la tua pace,
il tuo amore.
Manifesta ciò che sei,
nella mia vita,
illuminando il mio cammino.