«Guardate in alto!». Intervento del vescovo all’incontro diocesano con i cresimandi

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Tre inviti per «guardare in alto», per prepararsi a ricevere la Cresima non come Sacramento che fa «diventare cristiani adulti», ma che  «che ci fa cristiani nella chiesa per diventare adulti». Li rivolti mons. Franco Giulio Brambilla ai 2mila partecipanti all’incontro diocesano tra il vescovo e i cresimandi, che i è tenuto nella Basilica di San Gaudenzio la scorsa domenica 8 aprile.


IL TESTO INTEGRALE A QUESTO LINK

Intervento per l’incontro diocesano del vescovo con i cresimandi
08-04-2018

«Salire insieme sulla barca per prendere il largo, gettare insieme le reti per non smarrire i doni che ci hanno fatto diventare quello che oggi siamo e lasciare soffiare lo Spirito: questi sono i tre inviti per la cresima di quest’anno. È la via per incontrare Gesù. Vorrei che tutti i ragazzi che oggi sono venuti a incontrare il Vescovo sapessero incontrare così il Signore Gesù!», ha detto il vescovo.

GUARDATE IN ALTO!

È un colpo d’occhio straordinario vedervi così tanti oggi qui riuniti. È  qualcosa di veramente bello che non immaginavo. Siamo nella Basilica dedicata al nostro santo patrono: San Gaudenzio. Egli è stato il primo vescovo di Novara. Quest’anno ricordiamo i 1600 anni dalla sua morte. Pensate quanta storia ha la nostra Chiesa novarese. Se vorrete, dopo, potrete avvicinarvi a Lui, che riposa nello scurolo alla mia sinistra, per rendergli omaggio con una preghiera.  Adesso, però, alzate gli occhi, guardate in alto. Guardate che bello. Siamo sotto la cupola: sapete che ancor oggi è l’edificio più alto del mondo costruito in mattoni? È  alta 121 metri e ha circa 130 anni.
Oggi ragazzi vorrei proprio dirvi: guardate in alto. Vorrei dirlo con tre inviti che  troviamo nel racconto del vangelo che abbiamo letto della pesca miracolosa.

Il primo invito dice: “saliamo insieme sulla barca”. Nel vangelo si racconta un episodio nel quale Gesù si trova sul lago di Genesaret. Lì c’erano due barche di pescatori. Dovevano essere pescatori esperti, perché si muovevano con due imbarcazioni, tanto era il pesce che riuscivano a pescare. Gesù salì su una delle barche, e si allontanò un po’ da riva per parlare meglio alle tante persone che erano arrivate ad ascoltarlo. Poi disse loro di prendere di nuovo il largo per riprendere la pesca. Quella notte la pesca era andata male. Essi sapevano che per quella giornata, ormai, non si poteva più pescare. Eppure Simon Pietro decide di fidarsi di Gesù.
Oggi vi invito a salire tutti in barca con Simone. Ormai si fanno meno viaggi per mare, oggi si usa di più l’aereo. Ma dovete sapere che il mare apre sempre ad avventure entusiasmanti e bellissime. Anche se a volte ci sono molte difficoltà e si attraversa la burrasca. Perché sulla barca si è tutti insieme, insieme si viaggia verso una meta comune. È l’immagine della nostra Chiesa.
Voi quest’anno riceverete la Cresima che si dice sia il sacramento che fa diventare cristiani adulti. Credo sia meglio dire che ci fa cristiani nella chiesa per diventare adulti. Perché diventare grandi è un percorso lungo, bellissimo e difficile. Come un viaggio in mare. E un viaggio in mare si fa insieme. Siete pronti? Siete pronti a salire tutti a bordo?

Il secondo invito dice: “gettate le reti”. Gesù dice a Simone: “Prendi il largo e gettate le vostre reti”. Ecco, ragazzi, fate attenzione: solo a Simone dice di prendere il largo e a tutti di gettare le reti. Perché Simone è colui che indica la strada, ma tutti insieme siamo chiamati a gettare le reti.
Nella vostra vita avete ricevuto tanti doni importanti, che vi hanno fatto diventare quello siete: la vita, la casa, l’affetto, la parola e la fede. In questi primi dieci-undici anni avete ricevuto dai vostri genitori e da tutti quelli che vi hanno voluto bene questi cinque doni. Sino ad oggi sono bastati. Ma vedrete che, crescendo, potrebbero non bastare più. Andranno in crisi e rischierete di smarrirli, per mettervi in cerca di altro.
Pensate al dono della lingua, della parola: state per entrare nell’adolescenza, ma magari vi sta già capitando. Crescendo è come se si perdesse questo dono, è come se si sentisse la necessità di creare un linguaggio proprio. Ieri mi è arrivato su Whatsapp il messaggio di un adolescente. Ed era pieno di sigle, abbreviazioni e parole strane. Ho dovuto rispondergli: “Prego tradurre in italiano”.
Ma questo capiterà anche per tutti gli altri doni. Questo significa diventare grandi. Ecco oggi vi dico di gettare le reti non per restare fermi a riva, rinunciando a pescare. Gesù ci invita a metterci in mare, ad avere fiducia. Simone pensava che non avrebbe più pescato quel giorno, ma poi rispose: “sulla tua parola getterò le reti”. Gettare le reti significa tenersi stretti i doni che avete ricevuto. Senza spaventarvi, se un giorno vi sembreranno non bastare più, se andranno in crisi e dovrete in qualche modo cercarli di nuovo. Cercarli di nuovo e cercarli in modo nuovo richiede un supplemento di spirito, anzi di Spirito Santo. Perché, il dono più importante, il sigillo su tutti gli altri, è il dono dello Spirito Santo.

E, infine, il terzo invito: “sentite il soffio dello Spirito” e lasciate che “spinga le vostre vele”. Spirito in ebraico si dice Ruah. Ditelo anche voi, ditelo forte con la voce che arriva dal petto. Ne sentite la forza? Lo Spirito è forza. Lo dice anche la canzone che abbiamo cantato prima: è come vento che gonfia le vele. È il vento che gonfia le vele della nostra barca, che ci spinge al largo. In latino si dice duc in altum. Che suona come “guidaci in alto”. È lo Spirito che ci fa alzare gli occhi per cercare il Signore, un po’ come abbiamo fatto prima quando abbiamo guardato in alto la cupola mirabile dell’Antonelli.
Ma lo spirito è anche una brezza leggera: è come l’aria che si respira libera. Ecco vorrei che i ragazzi della cresima di quest’anno potessero dire che lo Spirito è come l’ossigeno che ci fa respirare bene e ci fa respirare “in grande”. È nella brezza leggera del mattino che soffia lo Spirito e solo chi ha l’udito fine sa ascoltare la voce del Signore. Lo Spirito è come l’aria che non si vede: va cercato nei segni nelle piccole cose della vita.

Salire insieme sulla barca per prendere il largo, gettare insieme le reti per non smarrire i doni che ci hanno fatto diventare quello che oggi siamo e lasciare soffiare lo Spirito: questi sono i tre inviti per la cresima di quest’anno. È la via per incontrare Gesù. Vorrei che tutti i ragazzi che oggi sono venuti a incontrare il Vescovo sapessero incontrare così il Signore Gesù!

+Franco Giulio Brambilla
Vescovo di Novara