Il missionario del Pime padre Curnis racconta la situazione del Covid a Manaus

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Padre  Daniele Curnis, missionario bergamasco del P.I.M.E in Brasile, racconta a Santalessandro.org, il settimanale on-line della diocesi, la realtà del Covid-19 nella città di Manaus.

Il Covid-19 è arrivato in Amazzonia. E Manaus, la principale metropoli alle porte della foresta, ne sta vivendo le drammatiche conseguenze: ospedali al collasso, mascherine e respiratori introvabili, decessi più che raddoppiati e fosse comuni scavate per far fronte all’incessante aumento dei morti.
«Sentendo le notizie che arrivavano da casa, mi sono accorto come qualcosa di molto grave stesse accadendo in Italia – testimonia padre Daniele Curnis, missionario bergamasco del P.I.M.E.-. Qua a Manaus, però, nessuno ha creduto davvero alla pericolosità del virus. Si diceva che con il caldo di queste latitudini non sarebbe successo nulla. E, invece, la tragedia non ha risparmiato l’Amazonas, regione così lontana dall’Europa e dall’Italia. Ad un mese di distanza dai primi casi, ci troviamo nel mezzo di una tempesta. Con circa quattromila contagiati e più di trecento morti».
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