La sofferenza, una sfida per lo Spirito

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La malattia come «sfida» per lo spirito, che chiede di ripensarsi e di ripensare le proprie relazioni, guardando con uno sguardo nuovo all’esperienza del limite. Sono i nodi centrali dell’intervento di mons. Franco Giulio Brambilla al Convegno “Creare ponti tra Chiesa e Scienza” – tenutosi lo scorso 15 febbraio – organizzato dall’Università Amedeo Avogadro,  l’Aou  “Maggiore di Novara”  e la Fondazione Carlo Maria Martini,  e proposto  dalla Diocesi di Novara come appuntamento in occasione della Giornata del  Malato 2018.


IL TESTO INTEGRALE DISPONIBILE A QUESTO LINK
Intervento conclusivo al Convegno “Creare ponti tra Chiesa e Scienza”
15-02-2018

«L’esperienza del limite è l’esperienza attraverso la quale la gestione della sofferenza diventa sapiente, il che significa che non si vuole né sottovalutarla (mi rassegno), né sopravvalutarla (ti sconfiggerò) – ha detto il vescovo -. Da questo atteggiamento ne beneficerebbero tutti coloro che vivono l’esperienza della malattia: è il vero approccio spirituale, per cui non si può guarire – sembra un paradosso – senza l’intervento dello spirito. Dobbiamo sentire la malattia come una sfida per lo spirito e dello Spirito».

Come icona e immagine simbolo che racconta questo approccio alla malattia, il vescovo ha scelto la pala di Isenheim, dipinta da Matthias Grünewald. «Non è soltanto una bellissima immagine da guardare, ma è una macchina terapeutica, con le ante che si aprono alla vista del malato. Con questa macchina si permetteva al malato di imparare a convivere con la realtà, con la dimensione della sofferenza, illustrata dai misteri del Natale e  della Pasqua. Ed è attraverso quest’azione, che possiamo uscirne migliorati, noi e gli altri, la nostra famiglia e la società. Grazie».