Lettera dal Ciad: «Prosegue l’avventura della missione con la nostra chiesa sorella»

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Nei giorni scorsi una delegazione della diocesi di Novara (il vicario generale don Fausto Cossalter, il direttore del Centro Missionario don Giorgio Borroni e i condirettori dell’ufficio famiglia Margherita e Marco Invernizzi) si è recata in Ciad, a Bissi-Mafou, per accompagnare due giovani sacerdoti missionari (don Nur El Din Nassar e don Fabrizio Scopa) nella parrocchia dove da anni operano i fidei donum novaresi, dove è presente un altro prete diocesano, don Benoit Lovati e che la nostra diocesi sostiene con il progetto Un Sogno per il Ciad. Pubblichiamo una loro lettera  dopo l’accoglienza e i primi giorni passati insieme alla comunità.

 

A tutte le nostre comunità cristiane,
ai loro sacerdoti, diaconi e consacrati

Vi scriviamo dal lontano Ciad, in diocesi di Pala, dalla parrocchia di Bissi Mafou.

Anzitutto desideriamo esprimere un caloroso saluto e ringraziamento al nostro vescovo Franco Giulio che, a nome della Chiesa novarese, ha con generosità inviato a questa diocesi due nostri sacerdoti, per continuare la missione ad gentes in questa terra, iniziata 30 anni fa (era il 2 gennaio del 1988).

Ci sono bastati pochi giorni per guardarci intorno e scoprire una chiesa giovane, con poco più di mezzo secolo di storia, ma soprattutto abitata da giovani, con il forte desiderio di esserne parte attiva testimoniato dalla loro partecipazione ai cammini di formazione e di crescita. Sanno di essere il futuro di questa Chiesa e hanno bisogno di strumenti e di sostegno che diano vigore e forza alla loro fede.

Una chiesa viva, che esprime nella festa la gioia del ritrovarsi e del rendere grazie e lode a Dio: semplicità e cordialità, nel segno della condivisione e del non avere fretta, caratterizzano il Giorno del Signore come tempo dato a Dio e ai fratelli. La festa è gioia perché vissuta nell’essenzialità e nell’autenticità delle relazioni.

Missionari in Ciad

Mons. Bouchard (con la camicia bianca) insieme ai nostri missionari: don Fabrizio, don Nur e don Benoit.

Una chiesa impegnata, dove la corresponsabilità dei laici è vitale per la crescita delle comunità e dove gli impegni da assumere e le scelte da fare fanno parte di un cammino comune e condiviso. Il catecumenato prepara al farsi carico, al prendersi cura, al sentirsi parte del popolo di Dio, senza deleghe ma con precise responsabilità.

Siamo grati alla Chiesa di questa diocesi per averci riservato in questi giorni grande accoglienza, a partire dal suo pastore, Mons. Jean Claude Bouchard, che la guida ormai da oltre 40 anni.

Soprattutto, a braccia aperte, sono stati accolti don Fabrizio e don Nur, chiamati ad inserirsi in questo cammino di missione nel quale si sono succeduti tanti nostri Fidei Donum. Oggi continuano l’avventura della missione affiancando don Benoit.

Nel solco del XXI Sinodo Diocesano, per essere Chiesa in uscita, per ripartire per e dalla missione, la nostra Chiesa novarese, alla vigilia della festa del patrono San Gaudenzio, chiede a Dio di poter continuare a vivere questo scambio tra Chiese sorelle come tempo di grazia, di arricchimento e di dono per tutti.

Possa lo Spirito condurre i passi della Chiesa di Pala e della Chiesa di Novara sulla via della pace.

Bissi Mafou, 14 gennaio 2018

Don Benoit Lovati, don Fabrizio Scopa, don Nur Nassar, fidei donum.
Don Fausto Cossalter, vicario generale
Don Giorgio Borroni, direttore CMD
Marco e Margherita Invernizzi, direttori ufficio famiglia

 

Le immagini dell’accoglienza dei nostri fidei donum:

I nostri fidei donum accolti in Ciad, nella parrocchia di Bissi-Mafou