Mercoledì delle Ceneri, cinque minuti con la Parola

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Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola nella giornata in cui si fa memoria dell’Epifania del Signore. Il testo è tratto da Cercatori di felicità,  sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e curato dall’’Ufficio per la Pastorale giovanile.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18)

State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra,perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

 

Commento

Mercoledì delle Ceneri, all’inizio della Quaresima, l’evangelista Matteo ci ricorda l’invito di Gesù: “stare nel segreto”. Ma cosa vuole dire? Cosa vuole dire a noi? “Stare nel segreto” significa essere in intimità con Dio, perché “il Padre sta nel segreto”: significa rinunciare alle stabilità e ai riconoscimenti terreni per tornare a sé stessi. In altre parole, guardare dentro il proprio cuore, guardare dentro ciò che si è e alle azioni che si compiono, alle opere di carità che si mettono in pratica ogni giorno, per cercare e trovare Dio, la sua volontà e il suo amore. Inizia così la nostra Quaresima: fissando lo sguardo su quanto bisogno di Dio l’uomo abbia, guardando alla polvere, alla cenere, volatile sostanza segno della caducità umana e delle cose terrene. Richiamandoci alla certezza che, come dice Chiara Amirante “solo l’amore resta”.

 

Preghiera

Signore,
tu che stai nel segreto,
tu che vedi nel profondo,
tu che ami senza misura e senza vergogna,
fonte del mistero,
padre buono e giusto,
carità e verità
fa’ che in questo periodo di Quaresima
possa cercarti in pienezza
possa purificare il mio cuore
da ciò che troppo terreno vuole costringerlo
e sbatterlo nelle piazze
riportami al contatto vero con te
nell’intimo della mia anima
perché possa con gioia partecipare alla tua Pasqua.

 


“Cercatori di felicità” è il sussidio per la preghiera quotidiana della Diocesi di Novara per l’anno 2018-2019, pensato e curato dall’Ufficio per la Pastorale giovanile.

 

PER INFORMAZIONI: LA PRESENTAZIONE DEL SUSSIDIO

PRENOTAZIONI: giovani@diocesinovara.it