Mercoledì delle Ceneri, cinque minuti con la Parola

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Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola, nella giornata di oggi, Mercoledì delle Ceneri, che apre il cammino di Quaresima.

Perché, scrive il nostro vescovo Franco Giulio «La Parola che ascoltiamo, la meditazione con cui l’accogliamo, la disponibilità con  cui plasmiamo il nostro cuore, la preghiera che scaturisce dentro di noi, la risposta che affiora sulle nostre labbra, questo è il percorso con cui ci “lasciamo scegliere” dal Signore».

Il testo è tratto da Ho scelto te sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e progettato dall’équipe dell’Ufficio per la Pastorale giovanile.

Dal Vangelo Secondo Matteo (6, 1-6.16-18)

State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Commento della Parola

Che l’umiltà sia un valore profondamente cristiano è universalmente noto. Che sia una delle virtù più difficili da esercitare, soprattutto in un mondo che ha fatto della sua bandiera l’esibizionismo sfrenato, lo è altrettanto. Quello che forse è meno noto è il contesto in cui è nata la parola “ipocrita”. Questa, infatti, nell’antica Grecia, indicava l’attore. Ecco chi è l’ipocrita: chi si finge di essere chi non è. Diversi sono i motivi che ci spingono a farlo, ad esempio per piacere agli altri secondo canoni prestabiliti, o per la fatica di accettare un lato del nostro comportamento. Ma le buone azioni, ci dice qui il Vangelo di Matteo, sono quelle disinteressate. Questo brano viene sempre letto il mercoledì delle Ceneri, che dà l’avvio alla Quaresima, come un promemoria su come essere sinceramente cristiani e non di facciata.

Preghiera

Signore, riconosco che spesso antepongo le necessità degli altri alle mie,
non per un gesto di altruismo,
ma perché penso che sia un modo per farmi accettare.
ti prego affinché capisca, io per primo,
che l’unico vero modo per riconoscere gli amici veri
e i compagni di strada migliori è sentirsi liberi di essere se stessi.