Tutti i Santi, cinque minuti con la Parola

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Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola.

Il testo è tratto da Cercatori di felicità,  sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e progettato dall’équipe dell’Ufficio per la Pastorale giovanile.

Dal Vangelo secondo Matteo (5, 1-12a)

Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

“Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Commento: Le otto beatitudini aprono in modo solenne il “Discorso della Montagna”. In esse Gesù definisce chi può essere considerato beato, chi può entrare nel Regno.
Nelle beatitudini, Gesù annuncia il nuovo progetto di Dio che accoglie i semplici, gli umili e gli ultimi. Denuncia il sistema che esclude i poveri e che perseguita coloro che lottano per la giustizia.
Questo passo non segue certo la logica mondana, contraria al Vangelo, ma forse nemmeno la nostra! Eppure Gesù insegna che sono i piccoli e i semplici a essere beati: beati i poveri in spirito, i miti, i puri di cuore… perché hanno il cuore libero dal male, libero dalle bugie, dall’apparire e quindi vivono nella verità che porta alla vera gioia.
Ma anche la sofferenza, contrariamente a quanto si possa pensare, non ostacola la gioia profonda: beati quelli che sono nel pianto, i perseguitati a causa del Vangelo… Perché? Perché quando la sofferenza e la fatica, si vivono con Gesù, chiedendo aiuto a lui, unendo le nostre sofferenze alle sue, lui ci dona il sollievo di cui abbiamo bisogno, ci fa vedere la via d’uscita o ci dà la forza per sopportare quel momento di dolore. I benefici della sofferenza tuttavia non finiscono qui. Quando è vissuta con Gesù, rende anche il nostro cuore più libero e pulito, sentiamo nel profondo dell’anima serenità, pace e gioia.
Allora, quando abbiamo qualche sofferenza, uniamola a quelle di Gesù, offriamola a lui e ci sentiremo subito meglio. Provare per credere! Così hanno fatto i santi, così dobbiamo fare anche noi!

Preghiera
Ti prego, Signore, di farmi comprendere
che non sono i soldi né il successo a rendere felici,
che non è il primeggiare né lo schiacciare gli altri a rendere beati, ma è felice chi sa perdonare,
chi sa piangere con chi piange,
chi porta la pace dove non c’è,
chi ti è fedele nella fatica.
Allora mi rallegrerò perché grande sarà la mia ricompensa.