ANTONIO ROSMINI E LA FAMIGLIA IN UN MONDO CHE CAMBIA

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Relazione in occasione della memoria liturgica del Beato
01-07-2012
La famiglia «è cresciuta bella, d’una bellezza non mai veduta prima del Redentore, è divenuta il simbolo, il compendio della Chiesa universale, fondata sulla medesima pietra. E questa, quasi piccola Chiesa racchiusa tra le pareti domestiche, si perpetua insieme con la gran Chiesa, e si sviluppa e fiorisce con essa»1. Questa citazione che pongo in esergo al mio intervento, mi sembra prefigurare bene il senso del tema della famiglia in Rosmini, autore che ‘ confesso ‘ conosco solo per alcune letture personali, ma su cui non ho mai scritto.
Sul tema del matrimonio basta rimandare alla tesi del mio amico Antonio Autiero, Amore e coniugalità (Marietti 1980). Per vedere quanta acqua sia passata sotto i ponti, vi leggo quanto scriveva Clemente Riva, nella prefazione al libro: «Se dedicassimo invece un po’ più di tempo alla riflessione sull’uomo, sulla natura della socialità intrinseca alla natura umana; se dedicassimo un po’ più di tempo alla riflessione sulla natura della società coniugale e della famiglia; ossia, se avessimo meno pudore o meno timore di affrontare una filosofia dell’uomo e della famiglia, arrivando anche al coraggio di una teologia dell’uomo e della famiglia, forse porremmo dei pilastri solidi su cui poi costruire un’ascetica e un’eventuale politica della famiglia. Un’autentica filosofia e teologia della famiglia probabilmente ci farebbero consapevoli che le trasformazioni e le rivoluzioni culturali intorno alla natura e all’esistenza della realtà familiare, non sarebbero altro che un cambiamento di modelli sociologici di famiglia, e non un radicale mutamento dei valori, che latenti o manifesti, continuano o continueranno a vivere nonostante i tempi nuovi e la diversità delle culture».