Illumina le tenebre de lo core mio

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Omelia nella Festa di san Francesco
04-10-2019

Rivolgo un affettuoso saluto a voi che siete qui convenuti a celebrare la festa di san Francesco. Lo rivolgo anzitutto alla comunità dei Frati Cappuccini che fa tanto bene nella nostra città ed è un segno prezioso sia per la cura dei poveri sia per la custodia del cimitero, e a tutti coloro che qui fanno riferimento per il loro cammino spirituale.

Dopo aver letto per un po’ di anni alcune biografie con la storia e la vita di san Francesco, anche a motivo del fatto che nel Battesimo mi fu messo nome Francesco, ho acquistato tre anni fa l’edizione critica degli scritti di san Francesco. Perciò in queste ricorrenze annuali vado suggerendovi qualche pensiero preso dagli scritti originali di san Francesco. L’edizione critica ricostruisce l’origine e le edizioni dei testi del Santo in base ai raffronti delle differenze e delle varianti che ricorrono nei manoscritti. Accostando le differenti versioni, s’intende arrivare per quanto possibile al testo originale.

Quest’anno ho scelto di commentare un piccolo testo che è anche il più antico di san Francesco, almeno secondo l’Editore critico. È la preghiera davanti al crocifisso di san Damiano nel momento centrale della sua conversione.

Per la verità chi ha scritto le biografie, e tra queste ricordo quella di Raoul Manselli, la prima che mi affascinò, afferma che Francesco si convertì, cioè cambiò la sua vita, a partire dall’incontro con un lebbroso, dato che fino a quel momento era stato un giovane di vita spensierata e fu messo persino in prigione.

L’incontro con il lebbroso – si può dire – fu l’“occasione” della conversione, il segno esterno, l’evento che diede avvio al cambiamento. Ma il “cuore” della conversione fu l’incontro con il crocifisso di san Damiano. Il crocifisso che si può ancora vedere e che poi è stato riprodotto in tutte le forme: è il crocifisso tipicamente francescano. Davanti a questo crocifisso, la tradizione tramanda in diversi manoscritti che san Francesco abbia pronunciato questa piccola preghiera:

“O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio,
et damme fede diritta,
speranza certa e caritade perfecta
senno e cognoscimento, Signore,
che io faccia lo tuo santo e verace comandamento
Amen.”

[Prosegui la lettura nel PDF allegato]