Nello spazio della sua intimità

FacebooktwittermailFacebooktwittermail
Meditazione sul miracolo della Santissima Pietà nel 5° Centenario
08-01-2022

Quando sono arrivato a Novara, dopo l’ingresso nella Diocesi di san Gaudenzio il 5 febbraio 2012, quasi dieci anni fa, sono venuto qui la settimana prima di Natale di quell’anno a visitare la Pietà di Cannobio e a venerarla in privato, per rendermi conto della storia, del valore teologico e spirituale dell’icona custodita nel Santuario della città. Già san Carlo, cardinale di Milano, era stato in visita pastorale alla Pieve di Cannobio, che è appartenuta alla diocesi di Milano fino al 1818. Fu lui a volere la costruzione di un grande Santuario, sul luogo dove è avvenuto il segno prodigioso, per onorare e ricordare il Miracolo. Tra l’altro San Carlo qui celebrò la sua penultima messa, il 31 ottobre 1584.
Era di ritorno dal Sacro Monte di Varallo dove aveva trascorso gli esercizi spirituali da 12 al 28 ottobre, tra le Cappelle della Passione esistenti a quel tempo. Si recò poi ad Ascona a inaugurare il collegio Papio. Di ritorno pernottò presso la famiglia Omaccini, nobili milanesi che abitavano a fianco della casa del Miracolo. Il primo novembre si recò ad Arona, dove celebrò la sua ultima messa e poi, rientrato a Milano, vi moriva nella tarda sera del 3 novembre. Fu dunque San Carlo a volere la costruzione dell’attuale Santuario. I lavori iniziarono nel 1575 e si conclusero nel 1614 con la copertura in piombo del tiburio.
[Prosegui la lettura nel PDF Allegato]