SAN GIULIO D’ORTA: ISOLA DEL TESORO E PICCOLA NAZARETH

Facebooktwittergoogle_plusmailFacebooktwittergoogle_plusmail
Omelia per la Benedizione abbaziale di Madre Maria Grazia Girolimetto OSB
10-02-2019

Il giorno 11 ottobre 1973 approdavano all’Isola di san Giulio Madre Anna Maria Cànopi e cinque sorelle provenienti dall’Abbazia dei santi Pietro e Paolo di Viboldone, nella Bassa Milanese: quattro professe di voti solenni, una professa semplice e una novizia; nel giorno stesso della fondazione si unì a loro, aspettandole sulla riva del lago, una postulante.

Il giorno 9 novembre 2018, verso le 11:30 circa, si è levata in cielo la fumata bianca per l’elezione di Madre Maria Grazia Girolimetto, eletta con due terzi dei voti, come seconda abbadessa del Monastero Mater Ecclesiae dell’Isola di san Giulio, dopo 45 anni dalla Fondazione

In questo arco di tempo, l’isola di san Giulio è diventata rigogliosa, liberata non solo dagli sterpi, dai licheni e dai dragoni, come al tempo del santo fondatore Giulio, ma anche è cresciuta nel suo splendore per aver portato l’antico Seminario Minore della Diocesi di Novara, per l’intuizione spirituale di mons. Aldo Del Monte, ad essere il cenobio di una miracolosa ripresa della vita religiosa monastica femminile, forse una tra le poche in Italia.

Il giorno 11 ottobre 1973 approdavano all’Isola di san Giulio Madre Anna Maria Cànopi e cinque sorelle provenienti dall’Abbazia dei santi Pietro e Paolo di Viboldone, nella Bassa Milanese: quattro professe di voti solenni, una professa semplice e una novizia; nel giorno stesso della fondazione si unì a loro, aspettandole sulla riva del lago, una postulante.

Il giorno 9 novembre 2018, verso le 11:30 circa, si è levata in cielo la fumata bianca per l’elezione di Madre Maria Grazia Girolimetto, eletta con due terzi dei voti, come seconda abbadessa del Monastero Mater Ecclesiae dell’Isola di san Giulio, dopo 45 anni dalla Fondazione

In questo arco di tempo, l’isola di san Giulio è diventata rigogliosa, liberata non solo dagli sterpi, dai licheni e dai dragoni, come al tempo del santo fondatore Giulio, ma anche è cresciuta nel suo splendore per aver portato l’antico Seminario Minore della Diocesi di Novara, per l’intuizione spirituale di mons. Aldo Del Monte, ad essere il cenobio di una miracolosa ripresa della vita religiosa monastica femminile, forse una tra le poche in Italia.

La Benedizione Abbaziale della nuova Madre, Maria Grazia, è l’occasione per sostare a leggere il segno che il Signore ha voluto seminare nella nostra terra. Lo faccio ricorrendo a tre aspetti che richiamano tre immagini, le quali si attagliano perfettamente a quanto è successo sull’isola di san Giulio in questi quarantacinque anni e pochi mesi. Il primo aspetto riguarda il luogo, il secondo il tempo, il terzo le persone.

[Prosegui la lettura nel PDF allegato]