Il vescovo ha conferito i ministeri del catechista, lettore e accolito

Nella serata di sabato 23 maggio, durante la Veglia diocesana di Pentecoste, il vescovo Franco Gilio Brambilla ha consegnato il mandato a lettori, accoliti e catechisti, ministeri laicali istituiti.

Ecco chi è stato nominato ministro:

Ministero del Catechista

1    Nicoletta  Bazzani           Parrocchia dei SS. Giovanni Batt. e Antonio Ab. in Vespolate

2    Roberta Bergamo            Parrocchia di San Rocco in Novara

3    Mirella Cavestri                Parrocchia di San Bartolomeo in Germagno – Omegna

4    Alessandra Crespi            Parrocchia di Maria Vergine Assunta in Ghemme

5    Roberta Grossi                 Parrocchia dei SS. Bartolomeo e Gaudenzio in Borgolavezzaro

6    Silvia Guiglia                     Parrocchia di San Clemente in Bellinzago

7    Emanuela Massaroni       Parrocchia di Maria Vergine Assunta in Nibbiola

8    Monica Prandi                  Parrocchia di Sant’Alessandro in Briona

9    Monica Sacozza               Parrocchia di San Giacomo in Rimasco

10   Laura Segato                    Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo in Borgosesia

11   Maurizia Visentin             Parrocchia di San Gottardo in Loreglia

Ministero del Lettore

1     Paolo Antoniazzi  Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Borgosesia

2     Alessandro Calcaterra     Parrocchia di San Rocco in Novara

3     Monica Carini                   Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Borgosesia

4     Maria Grazia Cuoghi        Parrocchia di Sant’Ambrogio in Omegna

5     Michele Del Conti Parrocchia di San Clemente in Bellinzago

6     Maria Giulia Gemelli       Parrocchia di Sant’Ambrogio in Omegna

7     Giovanna  Regis              Parrocchia di San Gaudenzio in Crusinallo

 

Ministero dell’Accolito 

1    Valentino Alessi             Parrocchia di Sant’Ambrogio in Omegna

2    Marco Bisetti                   Parrocchia di San Gaudenzio in Cavallirio

3    Pietro Bolongaro            Parrocchia di San Giacomo in Rimasco

4    Riccardo Forni                  Parrocchia di Santa Caterina in Pettenasco

5    Silvia Frattini                   Parrocchia di San Clemente in Bellinzago

6    Nicola Palmieri                Parrocchia Maria Vergine Assunta in Ghemme

7    Aldo Pastore                    Parrocchia di San Lorenzo in Mandello Vitta

8    Antonella Perolini            Parrocchia di Sant’Antonio in Brolo

9    Gianni Popolizio               Parrocchia di Maria Vergine Assunta in Ghemme

10   Sergio Tamboloni Parrocchia di Sant’Ambrogio in Omegna

11   Chiara Travaglini              Parrocchia di San Bernardino in Bagnella

12      Enrico Villa                  Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Borgosesia

 

Di seguito, il testo integrale dell’omelia del vescovo durante la Veglia.

 

I Ministeri nella Chiesa di Novara

 

Un po’ di storia…

Paolo VI, nella linea del Concilio Vaticano II, ha voluto rivedere la prassi relativa ai ministeri non ordinati nella Chiesa Latina – chiamati fino ad allora “ordini minori” – adattandola alle esigenze dei tempi. Tale adattamento, tuttavia, non può essere interpretato come un superamento della dottrina precedente, ma come attuazione del dinamismo che caratterizza la natura della Chiesa, sempre chiamata con l’aiuto dello Spirito di Verità a rispondere alle sfide di ogni epoca, in obbedienza alla Rivelazione. La Lettera apostolica in forma di Motu Proprio Ministeria quaedam (15 agosto 1972) configurava due uffici (compiti), quello del Lettore e quello dell’Accolito, il primo strettamente connesso al ministero della Parola, il secondo al ministero dell’Altare, senza escludere che altri “uffici” potessero essere istituiti dalla Santa Sede su richiesta delle Conferenze Episcopali.

  1. La radice teologica dei ministeri “istituiti”

Disegno brevemente in tre passi il quadro teologico dei ministeri battesimali “istituiti”, nella sinfonia della dimensione ministeriale della Chiesa:

1.1 Radice trinitaria di carismi e ministeri. Lo Spirito Santo, relazione d’Amore tra il Padre e il Figlio, costruisce e innerva la comunione dell’intero popolo di Dio, suscitando in esso molteplici e diversi doni e carismi (cfr. Evangelii gaudium, n. 117). Mediante i sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia, i membri del Corpo di Cristo ricevono dallo Spirito del Risorto, in varia misura e con diversità di espressioni, quei doni che permettono loro di dare il necessario contributo all’edificazione della Chiesa e all’annuncio del Vangelo ad ogni creatura.

 L’Apostolo Paolo distingue a questo proposito tra doni di grazia-carismi (“charismata”) e servizi (“diakoniai” – “ministeria” [cfr. Rm 12, 4 ss e 1Cor 12, 12ss]). Secondo la tradizione della Chiesa vengono chiamati ministeri le diverse forme che i carismi assumono quando sono a) pubblicamente riconosciuti e sono b) messi a disposizione della comunità e della c) sua missione in forma stabile.

1.2 Distinzione e relazione fra ministeri “ordinati”, ministeri “istituiti” e… ministeri di fatto. In alcuni casi il ministero ha la sua origine in uno specifico sacramento, l’Ordine sacro: si tratta dei ministeri “ordinati”, del vescovo, del presbitero, del diacono. In altri casi il ministero è affidato, con un atto liturgico del vescovo, a una persona che ha ricevuto il Battesimo e la Confermazione e nella quale vengono riconosciuti specifici carismi, dopo un adeguato cammino di preparazione: si parla allora di ministeri “istituiti”. Molti altri servizi ecclesiali o uffici vengono esercitati di fatto da tanti membri della comunità, per il bene della Chiesa, spesso per un lungo periodo e con grande efficacia, senza che sia previsto un rito particolare per il conferimento dell’incarico.

Nel corso della storia, con il mutare delle situazioni ecclesiali, sociali, culturali, l’esercizio dei ministeri nella Chiesa cattolica ha assunto forme diverse, rimanendo intatta la distinzione, non solo di grado, ma di essenza, fra i ministeri “istituiti” (o “laicali”) e i ministeri “ordinati”. I primi sono espressioni particolari della condizione sacerdotale e regale propria di ogni battezzato (cf. 1Pt 2, 9); i secondi sono propri di alcuni fra i membri del popolo di Dio che in quanto vescovi e presbiteri «ricevono la missione e la facoltà di agire nella persona di Cristo Capo» o in quanto diaconi «vengono abilitati a servire il popolo di Dio nella diaconia della liturgia, della parola e della carità» (Benedetto XVI, Omnium in mentem, 26 ottobre 2009). Per indicare tale distinzione si usano anche espressioni come sacerdozio battesimale e sacerdozio ordinato (o ministeriale).

La costituzione dogmatica Lumen gentium del Concilio Vaticano II, ribadisce che essi «sono ordinati l’uno all’altro; l’uno e l’altro infatti, ciascuno a suo modo, partecipano dell’unico sacerdozio di Cristo» (Lumen Gentium, n. 10). La vita ecclesiale si nutre di tale reciproco riferimento ed è alimentata dalla feconda tensione di questi due poli del sacerdozio, ministeriale e battesimale, che pur nella distinzione si radicano nell’unico sacerdozio di Cristo.

1.3 L’urgenza del tempo presente. Una loro migliore configurazione e un più preciso riferimento alla responsabilità che nasce, per ogni cristiano, dal Battesimo e dalla Confermazione, potrà aiutare la Chiesa a riscoprire il senso della comunione che la caratterizza e ad avviare un rinnovato impegno nella catechesi e nella celebrazione della fede (cfr. Evangelii gaudium, n. 102). Ed è proprio in questa riscoperta che può trovare una migliore traduzione la feconda sinergia che nasce dalla reciproca ordinazione di sacerdozio ordinato e sacerdozio battesimale. Tale reciprocità, dal servizio al sacramento dell’altare, è chiamata a rifluire, nella distinzione dei compiti, in quel servizio a “fare di Cristo il cuore del mondo” che è peculiare missione di tutta la Chiesa.

Proprio questo unico, benché distinto, servizio a favore del mondo, allarga gli orizzonti della missione ecclesiale, impedendole di rinchiudersi in sterili logiche rivolte soprattutto a rivendicare spazi di potere e aiutandole a sperimentarsi come comunità spirituale che «cammina insieme con l’umanità tutta e sperimenta assieme al mondo la medesima sorte terrena» (Gaudium et Spes, n. 40).

  1. L’intervento di Papa Francesco

Entro questo orizzonte, che è insieme storico-salvifico ed ecclesiale, vocazionale e ministeriale, vanno collocati i documenti relativi ai ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista promulgati da Papa Francesco.

Papa Francesco ha promulgato il Motu Proprio Spiritus Domini (10 gennaio 2021), con il quale ha superato il vincolo di Ministeria quaedam che «riservava il Lettorato e l’Accolitato ai soli uomini» e ha disposto l’inclusione delle donne nei ministeri laicali/battesimali con la modifica del can. 230 § 2 del Codice di Diritto Canonico, accompagnando la decisione con la Lettera al Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede circa l’accesso delle donne ai ministeri del Lettorato e dell’Accolitato. Papa Francesco ha inoltre promulgato il Motu Proprio Antiquum Ministerium (10 maggio 2021), sull’istituzione del ministero del Catechista per la Chiesa universale. La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha fatto seguire poi una Lettera ai Presidenti delle Conferenze dei vescovi sul Rito di istituzione dei Catechisti (13 dicembre 2021), con in allegato il rito corrispondente.

I due Motu Proprio consentono di far maturare una visione più articolata della ministerialità e del servizio ecclesiale, rendendo sempre più evidente quell’indispensabile apporto della donna, di cui Papa Francesco aveva già scritto, invitando di conseguenza ad «allargare gli spazi per una presenza femminile più incisiva nella Chiesa» (Evangelii Gaudium, n. 103). Il fatto che i tre ministeri istituiti siano ora esercitati anche da donne rende ancor più evidente che la cura della Chiesa nei confronti dei suoi figli, soprattutto di quanti si trovano in condizioni di difficoltà, è compito condiviso da tutti i fedeli, uomini e donne.

Tra le possibilità indicate dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, la Conferenza Episcopale Italiana ha scelto di conferire il “ministero istituito” del/la Catechista a una o più figure di coordinamento dei catechisti dell’iniziazione cristiana dei ragazzi (cfr. n. 9) e a coloro che «in modo più specifico svolgono il servizio dell’annuncio» nel catecumenato degli adulti (cfr. n. 10). Il Catechista, secondo la decisione prudente del Vescovo e le scelte pastorali della Diocesi, può anche essere, sotto la moderazione del parroco, un referente di piccole comunità (senza la presenza stabile del presbitero) e può guidare, in mancanza di diaconi e in collaborazione con Lettori e Accoliti istituiti, le celebrazioni domenicali in assenza del presbitero e in attesa dell’Eucaristia.

Questa riappropriazione della nostra identità profonda è necessaria per tutti, e soprattutto per quelli che non sono né sacerdoti né diaconi… Bisogna che i laici si riappropriano della loro identità davanti a Dio e davanti agli altri, dal punto di vista teologico. Ciò avviene mediante una presa di coscienza di quello che essi sono in forza del loro battesimo. Ecco la vera rivoluzione di cui la Chiesa ha bisogno, la riforma basilare. Ciò vale per tutti i cristiani: cattolici, protestanti e ortodossi… E va molto al di là degli sconvolgimenti, inevitabili, di cui tutti si riempiono la bocca. Che certi preti abbiano spostato la loro canonica in un camper, che si buttino col paracadute per raccogliere fondi, o che ne so ancora, va senz’altro benissimo… Queste iniziative sono valide, ma la cosa essenziale è che i battezzati riscoprano il potere enorme che Cristo conferisce loro in forza del battesimo (J. Mercier, Il Signor Parroco ha dato di matto, San Paolo, Cinisello Balsamo 2017, p. 137).

  1. Identità e compiti dei tre ministeri

a. Il Lettorato

Identità. Il Lettore è istituito per l’ufficio, a lui proprio, di proclamare la parola di Dio nell’assemblea liturgica (cfr. Ministeria quaedam, n. 5). In particolare, a partire da un assiduo ascolto delle Scritture, richiama la Chiesa intera alla presenza di Gesù, Parola fatta carne, giacché come afferma la costituzione liturgica “è Cristo che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura” (cfr. Sacrosanctum Concilium, n. 7).

Compiti. Il compito del Lettore si esplica in prima istanza nella celebrazione liturgica, in particolare quella eucaristica, perché sia evidente che la proclamazione della Parola è il luogo sorgivo e normativo dell’annuncio. Al Lettore è affidato il compito di preparare l’assemblea ad ascoltare e i lettori a proclamare con competenza e sobria dignità i passi scelti per la liturgia della Parola. Il Lettore/Lettrice potrà avere un ruolo anche nelle diverse forme liturgiche di celebrazione della Parola, della liturgia delle Ore e nelle iniziative di (primo) annuncio verso i lontani. A questo si aggiunge il compito più ampio di animare momenti di preghiera e di meditazione (lectio divina) sui testi biblici, con una particolare attenzione anche alla dimensione ecumenica. In generale, egli/ella è chiamato/a ad accompagnare i fedeli e quanti sono in ricerca all’incontro vivo con la Parola, fornendo chiavi e metodi di lettura per la sua retta interpretazione e la sua fecondità spirituale e pastorale.

b. L’Accolitato

Identità. L’Accolito è istituito per il servizio al corpo di Cristo nella celebrazione eucaristica, memoriale della Cena del Signore, e al corpo di Cristo, che è il popolo di Dio, soprattutto i poveri e gli infermi (cfr. Rito di Istituzione degli Accoliti, n. 29). In particolare, richiamala presenza di Cristo nell’Eucaristia della Chiesa, per la vita del mondo.

Compiti. Compito dell’Accolito è servire all’altare, segno della presenza viva di Cristo in mezzo all’assemblea, là dove il pane e il vino diventano i doni eucaristici per la potenza dello Spirito Santo e dove i fedeli nutrendosi dell’unico pane e bevendo all’unico calice, diventano in Cristo un solo Corpo. A lui/lei è affidato anche il compito di coordinare il servizio della distribuzione della Comunione nella e fuori della celebrazione dell’Eucaristia, di animare l’adorazione e le diverse forme del culto eucaristico, che irradiano nel tempo il ringraziamento della Chiesa per il dono che Gesù ha fatto del suo corpo dato e del suo sangue versato. A questo si aggiunge il compito più ampio di coordinare il servizio di portare la comunione eucaristica a ogni persona che sia impedita a partecipare fisicamente alla celebrazione per l’età, per la malattia o per circostanze singolari della vita che ne limitano i liberi movimenti. In questo senso, l’Accolito è ministro straordinario della Comunione e a servizio della comunione che fada ponte tra l’unico altare e le tante case.

c. Il Catechista

Identità. Il Catechista, in armonica collaborazione con i ministri ordinati e con gli altri ministri, istituiti e di fatto, si dedica al servizio dell’intera comunità, alla trasmissione della fede e alla formazione della mentalità cristiana, testimoniando anche con la propria vita il mistero santo di Dio che ci parla e si dona a noi in Gesù. Il ministero del Catechista richiama la presenza nella Chiesa e nel mondo del Signore Gesù, che per l’opera dello Spirito Santo chiama ogni uomo alla salvezza, rendendolo nuova creatura in Cristo (cfr. 2Cor 5,17), servo del Regno di Dio nella Chiesa.

Compiti. Compito del Catechista è formare alla vita cristiana, attingendo alla Sacra Scrittura e alla Tradizione della Chiesa. In primo luogo, questo compito si esplica nella cura della catechesi per l’iniziazione cristiana, sia dei bambini che degli adulti. A questo si aggiunge anche l’ufficio più ampio di accompagnare quanti hanno già ricevuto i sacramenti dell’iniziazione nella crescita di fede nelle varie stagioni della loro vita. È il ministro che accoglie e accompagna a muovere i primi passi nell’esperienza dell’incontro con la persona di Cristo e nel discepolato quanti esprimono il desiderio di una esperienza di fede, facendosi così missionario verso le periferie esistenziali. Infine, a lui/lei può essere chiesto di coordinare, animare e formare altre figure ministeriali laicali all’interno della parrocchia, in particolare quelle impegnate nella catechesi e nelle altre forme di evangelizzazione e nella cura pastorale. Tra le possibilità indicate dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, la Conferenza Episcopale Italiana sceglie di conferire il “ministero istituito” del/la Catechista a una o più figure di coordinamento dei catechisti dell’iniziazione cristiana dei ragazzi (cfr. n. 9) e a coloro che «in modo più specifico svolgono il servizio dell’annuncio» nel catecumenato degli adulti (cfr. n. 10). Il Catechista, secondo la decisione prudente del Vescovo e le scelte pastorali della Diocesi, può anche essere, sotto la moderazione del parroco, un referente di piccole comunità (senza la presenza stabile del presbitero) e può guidare, in mancanza di diaconi e in collaborazione con Lettori e Accoliti istituiti, le celebrazioni domenicali in assenza del presbitero e in attesa dell’Eucaristia. In questo modo, tra l’altro, potrà essere sempre più evidente la corresponsabilità in ambito pastorale tra ministri ordinati e ministri istituiti, perché si realizzi quanto affermato da Lumen Gentium: «che tutti concordemente cooperino, nella loro misura, all’opera comune» (n.30).

  1. La formazione ai ministeri istituiti

Ogni ministero istituito possiede una connotazione vocazionale: «è il Signore che suscita i ministeri nella comunità e per la comunità» (Premesse CEI al Rito di istituzione, n. 2). Il servizio nella Chiesa non si configura come una professione, né come una carica onorifica: si tratta piuttosto di assimilare i tratti del Maestro, che è non è venuto per essere servito ma per servire (cfr. Mc 10,45).

Il Signore chiama chiunque è istituito in uno di questi ministeri a mettere a disposizione tutto sé stesso, «stabiliter» (can. 230 § 1 del Codice di Diritto Canonico), per l’edificazione dei fratelli. Le comunità con i loro presbiteri presentano i candidati, i quali saranno istituiti dal Vescovo dopo un tempo di adeguato accompagnamento e formazione da parte di una équipe di esperti. Il Vescovo infatti in primo luogo riconosce tale vocazione e ne valuta l’utilità per un servizio determinato all’interno della realtà ecclesiale locale; in un secondo tempo li istituisce con il rito liturgico proprio; infine, con un atto giuridico, conferisce il mandato per quel ministero specifico.

Ai ministeri istituiti di Lettore, Accolito e Catechista possono accedere uomini e donne che manifestano la loro disponibilità, secondo i seguenti criteri di discernimento: siano persone di profonda fede, formati alla Parola di Dio, umanamente maturi, attivamente partecipi alla vita della comunità cristiana, capaci di instaurare relazioni fraterne, in grado di comunicare la fede sia con l’esempio che con la parola, e riconosciuti tali dalla comunità, nelle forme e nei modi che il Vescovo riterrà opportuni.

Ai Pastori è chiesto di sensibilizzare la comunità cristiana a lasciar emergere quei doni dello Spirito, che possono diventare effettivi ministeri laicali. La cura dei nuovi ministeri apre la possibilità concreta di ridisegnare il volto delle comunità cristiane. Il Cammino sinodale in corso nelle Chiese che sono in Italia è un’occasione propizia, perché la ricezione dei ministeri nelle singole Chiese locali avvenga in forma sinodale. In tal modo si potrà creare lo spazio per nuove figure capaci di mettere in moto una percezione più dinamica dell’annuncio del Vangelo, con la ricchezza di nuovi volti ed esperienze differenziate.

+ Franco Giulio Brambilla

Vescovo di Novara

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