
Nella mattina di oggi, giovedì 4 dicembre, è stato inaugurato ufficialmente il parcheggio sotterraneo “Centro Duomo” in largo Bellini, destinato a trasformare mobilità e centro storico. Gestito da Parcheggi Italia, con il marchio Best in Parking, è la tappa decisiva verso la parziale pedonalizzazione di piazza Martiri. Determinante la scelta della diocesi, proprietaria dell’area tra la curia e largo Bellini, che ha ceduto gratuitamente il diritto di superficie per 65 anni alla società, senza partecipare alla gestione e agli utili. Il parcheggio conta 278 posti su tre piani e prevede una nuova area verde in superficie. L’opera include anche la riorganizzazione della viabilità con nuova rotatoria, percorsi pedonali più ampi e pista ciclabile.

Di seguito l’intervento che il vescovo Franco Giulio Brambilla ha fatto all’inaugurazione.
Nel cuore della città
Fare del centro di Novara il salotto della città! Quando fui nominato Vescovo della diocesi di san Gaudenzio mi capitò più volte di essere interrogato se Novara fosse una città mèta di turismo. Nei primi anni del mio ministero diversi gruppi di amici e di conoscenti vennero a trovarmi e furono sorpresi che un giorno soltanto non bastasse per la visita del cuore della città. Dalla Basilica e dalla Cupola Antonelliana al Broletto, dal Duomo al Battistero del quarto secolo, dal Chiostro della Canonica al Castello, da Piazza della Repubblica a Piazza delle Erbe, fino a Piazza Matteotti e Corso Cavour, per non parlare dei musei, il centro città aveva di che attirare l’ammirazione dei visitatori.
V’era un solo rammarico: arrivati in Piazza Martiri della Libertà, la distesa delle auto sembrava un garage a cielo aperto, con al centro il monumento equestre a Vittorio Emanuele II, che sembrava dirigere il traffico, più che ricordare le battaglie per l’unità d’Italia. Il luogo che poteva essere il salotto della città, circondato da portici sontuosi, dal profilo imponente del Teatro Coccia e dalla mole del Castello di Novara, restava tristemente intasato, riportando alla memoria il fatto che avevamo ereditato il secolo XX, una stagione che aveva perso l’incanto delle bellissime piazze per cui il Belpaese è famoso nel mondo. Il sogno che Novara potesse dotarsi di un salotto, come la vicina piazza Duomo di Vigevano, faceva ogni tanto capolino sulle pagine dei giornali nei primi mesi del mio arrivo in Diocesi. Poi tutto si tacitava dinanzi al problema del traffico nella città contemporanea.
Una storia tribolata
All’agenda del Vescovo, accanto agli impegni direttamente legati al suo ministero, forse senza che lo sappia, appartengono anche argomenti che talvolta mettono a dura prova la sua competenza e disponibilità. Soprattutto all’inizio, quando tutto è nuovo ed è facile sbagliare valutazione. Tra i primi temi che mi apparvero gravosi si poneva la decisione di dare avvio alla costruzione di un grande edificio concepito come una cittadella di uffici nel centro della città: centoquaranta uffici dotati di altrettanti posti auto nel sotterraneo. L’idea risaliva già alla fine degli anni ’90, quando un prestigioso istituto di credito aveva acquistato dalla Diocesi il terreno racchiuso nel perimetro che stava tra l’edificio della Curia Diocesana e il giardino del Palazzo Vescovile, tra l’altro già privato di una porzione per aumentare i posti auto disponibili nel cortile di accesso alla Cattedrale e alla Curia. Entrare nel primo arco che portava al Duomo stringeva il cuore, vedendo uno spazio desolato costellato di auto parcheggiate alla rinfusa.
Quando il progetto dell’architetto Marco Zanuso era pronto per essere messo in atto, la memoria storica racconta che studi di settore sconsigliavano di procedere alla realizzazione. Seguì un periodo di incertezza, fin quando l’Istituto Diocesano Sostentamento Clero, ente autonomo rispetto alla Diocesi, acquistò la proprietà del terreno, con il proposito di dar corso al progetto precedente. Lungo il primo decennio del nostro secolo ben cinque progetti si susseguirono, affinando sempre più l’idea primigenia, ma di fatto rimanendo entro i parametri che avevano guidato il primo tentativo, figlio del boom degli anni Ottanta e Novanta. L’opera sulle tavole da progetto e nei rendering predisposti appariva imponente. Più volte era stata rivista, ma di fatto andava a mutare lo skyline di Novara. Provenendo da Largo Bellini Tornielli, il profilo della Cattedrale e del Battistero, con sullo sfondo la Cupola dell’Antonelli, cambiava lo scenario del centro città. Tutto però era stato approvato dagli enti competenti, si era solo alla ricerca di chi potesse edificare l’opera. Mancava solo la firma del Vescovo, il quale ha un compito di vigilanza anche sull’Istituto Diocesano Sostentamento Clero. Il mio predecessore, mons. Corti, avendo raggiunto l’età della pensione, saggiamente decise di soprassedere e di non apporre la sua firma alla realizzazione del progetto.
Al mio arrivo a Novara (5 febbraio 2012) si presentò subito l’urgenza della decisione, perché l’Istituto Diocesano Sostentamento Clero premeva per procedere, dovendo mettere a frutto i suoi beni. Mi sono preso, quindi, un periodo di riflessione arrivando alla conclusione di fermare il progetto, sia perché mi pareva aleatorio visti i precedenti, ma soprattutto per l’impatto ambientale sul centro della città e sulla bellezza dei monumenti religiosi e civili che sarebbero stati penalizzati dalla costruzione. Decisione sofferta e in controtendenza, ma necessaria per preservare la bellezza del centro di Novara. Restava la questione acuta di trovare un’altra possibilità, che comportava una duplice scelta: riacquistare la proprietà da parte della Diocesi, perché l’Istituto Sostentamento Clero per legge non può donare i suoi beni, ma solo eventualmente alienarli; e pensare a una soluzione alternativa che si inserisse con grazia nel cuore della città e fosse a suo servizio.
Una scelta coraggiosa
Con il consiglio dei collaboratori, dopo un anno e mezzo, arrivò la decisione che mi apparve liberante: riacquistare la proprietà dell’area per la Diocesi al fine di essere liberi e cercare a una soluzione diversa. La Diocesi non aveva disponibilità e l’Istituto Centrale Sostentamento Clero di Roma ebbe l’idea vincente, consigliando una permuta di beni tra Diocesi e Istituto fino a raggiungere il valore di mercato dell’area. Questa via ha richiesto un po’ di tempo per avviare il necessario censimento dei terreni e dei beni da passare in proprietà all’Istituto che vantava un notevole esposizione per avere a suo tempo acquistato l’area, fatto i sondaggi archeologici richiesti e portato a compimento il progetto. Questo fu il momento più delicato, anche se una volta che la proprietà ritornò in capo alla Diocesi, restava la scelta più difficile: cosa fare per il futuro dell’area nel cuore della città?
Due punti di riferimento hanno fatto da guida per la decisione: non si poteva toccare la cosiddetta Quinta Antonelliana (in realtà Quinta Marietti, fatta realizzare dal prete architetto don Ercole Marietti, datata 1887 come è scolpito nel cornicione della stessa), che per molto tempo era stata deturpata da una cartellonistica incombente e invasiva su via Puccini; e si doveva pensare ad una soluzione che preservasse la bellezza dei monumenti del centro città (Cattedrale, Battistero, Cupola antonelliana, Palazzo Vescovile, Teatro Coccia, ecc.). La scelta più difficile fu quella di immaginare l’area senza alcuna costruzione sopra, perché il centro mantenesse il suo polmone verde, in continuità con il giardino del Palazzo Vescovile. Il sogno di liberare Piazza Martiri aveva bisogno di dotare il centro di un parcheggio sotterraneo. Devo rendere merito a tutti gli organismi responsabili dei beni della Diocesi di aver accolto l’idea di mettere a disposizione con generosità per la città di Novara l’area del parcheggio che viene inaugurato nell’anno del Giubileo del 2025.
Un regalo per Novara
Su consiglio dei nostri esperti è stata decisa la formula della cessione del Diritto di superficie (un diritto di proprietà a tempo) a favore della società costituita all’uopo Parcheggi Centro Duomo S.r.l., a capitale totale del beneficiario del diritto. La società ha realizzato a sue spese tutto il manufatto, e ne sarà proprietaria per il periodo previsto dal diritto di superficie. La cessione è stata fatta a titolo gratuito e la Diocesi non gestirà il parcheggio, né parteciperà alla distribuzione degli utili. In questo modo la Diocesi di Novara ha voluto mettere a disposizione con liberalità l’area dotata di un parcheggio multipiano, rendendola accessibile in modo indipendente rispetto alla Cattedrale. L’intesa con la Società che gestisce il diritto di superficie assicura nei giorni festivi la gratuità dei posti auto per coloro che partecipano alle celebrazioni in Duomo.
Definito questo quadro è arrivato il tempo lungo e complesso per dar corpo alla scelta coraggiosa fatta dalla Chiesa di Novara. Il progetto prevedeva quattro piani sotterranei di parcheggio (poi ridotti a tre), per complessivi 247 posti auto, con 32 posti in superficie, a fianco delle rampe di accesso, una capienza che raddoppia la capacità attuale di Piazza Martiri. L’accesso sarà da via Dominioni per le auto, con due uscite pedonali, mediante scala e ascensore, in via Dominioni e in via Puccini. Una rotonda incanalerà il traffico in modo da favorire un deflusso ordinato del traffico tra Piazza Martiri e Largo Bellini Tornielli. La Quinta Marietti è stata restaurata e farà da corrispondente per stile e colore al Teatro Coccia, mentre l’area a raso sarà a verde per quasi due terzi della superficie che risulta prospiciente l’edificio della Curia Diocesana, così da rendere gradevole l’accesso alla Cattedrale, alla Curia e al Vescovado. L’entrata e l’uscita del parcheggio invece saranno completamente indipendenti rispetto all’area del Duomo.
La gestione pratica del manufatto, la sua conservazione per la città, assicura questa opera come un bene prezioso per un futuro non breve. Lasciamo in eredità alle prossime generazioni un’impresa che ha preservato, anzi che ha reso ancora più bella Novara, immaginando che la riqualificazione di Piazza Martiri possa cambiare il volto della città con un salotto che sia capace di donare agli abitanti non solo panem et circenses, ma bellezza, cultura, incontro, prossimità, un “luogo antropologico” capace di risaldare legami di amicizia, di solidarietà, di interculturalità che preservino l’identità di un popolo e che non siano solo uno spazio per il divertimento, il consumo e gli affari.
Inaugurando il Parcheggio Centro Duomo, il Vescovo manifesta la gioia di vedere realizzato prima della fine del suo mandato un’opera che racconta una Chiesa viva e generosa, ringrazia la Società che ha realizzato l’opera per la sua signorile e disponibile collaborazione, dice il suo apprezzamento alla Ditta Notarimpresa, S.p.a. e alla sue maestranze per l’impeccabile lavoro di costruzione, ringrazia il Comune di Novara, la Provincia, la Regione, la Prefettura e la Sovrintendenza per la fattiva collaborazione al felice esito del progetto, e consegna agli abitanti di Novara un’opera che è la premessa indispensabile per trasformare il volto del capoluogo.
Il Vescovo augura che la città di san Gaudenzio diventi bella e accogliente, onorando la sua vocazione di “terra di mezzo”, perché si trova sull’asse di interconnessione tra Genova-Amsterdam e Lisbona-Kiev. Per questo la Chiesa di Novara consegna un’opera strategica nel cuore della città!
+ Franco Giulio Brambilla
Vescovo di Novara
