Carissimi,
ancora una volta, in modo particolare in questi ultimi anni, siamo chiamati ad un gesto di solidarietà verso una emergenza che, come tutti sapete, ha ormai dimensioni veramente catastrofiche. Attualmente in Siria e in Turchia sono migliaia le vittime e le persone ancora intrappolate sotto le macerie, numerosi gli edifici colpiti.
Un bilancio ancora provvisorio che, secondo le Caritas locali, crescerà drammaticamente: in Turchia la zona interessata è molto vasta e difficile da raggiungere, anche per le rigide condizioni climatiche; in Siria il terremoto ferisce un Paese già dilaniato dalla guerra e dove oltre l’80 % della popolazione vive in povertà.
Per questo motivo, dopo un confronto, come diocesi di Novara abbiamo pensato di invitare ogni nostra comunità ad una colletta straordinaria durante le celebrazioni di domenica 19 febbraio.
Si tratta di una raccolta esclusivamente economica, che verrà convogliata a Caritas Italiana, secondo le indicazioni dei Vescovi, e messa a disposizione delle chiese locali delle due nazioni colpite secondo progettualità costruite insieme.
I fondi raccolti possono essere trasferiti tramite bonifico bancario sul conto corrente:
Diocesi di Novara (Ufficio Caritas)
IBAN: IT 90 P 03069 09606 1000000 10083
con causale Terremoto Turchia e Siria 2023
Qui trovate l’ultimo aggiornamento sulla situazione che abbiamo ricevuto dal direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello. Nel testo sono presenti alcune indicazioni pratiche sulla raccolta. Eccole:
- Non effettuare raccolte di beni materiali. Entrambe le Caritas nazionali hanno espressamente richiesto di non inviare beni dall’estero. Per le comunità italiane la forma di aiuto più opportuna resta la colletta in denaro.
- Sostenere tramite Caritas Italiana gli interventi che si stanno attivando in loco nei due paesi.
- Ogni eventuale richiesta da parte di realtà locali è importante sia segnalata e coordinata con Caritas Italiana, tenendo conto in ogni caso che al momento si raccomanda di non recarsi nei due Paesi.
- Al momento non viene richiesto l’invio sul posto di personale espatriato dall’Europa in aggiunta a quello già concordato con le rispettive Caritas nazionali. Disponibilità in tal senso vanno gestite opportunamente illustrando le difficoltà e le esigenze reali.
Tali raccomandazioni sono particolarmente importanti in questa emergenza data la complessità del contesto socio-politico nei due Paesi e nell’area colpita in particolare nonché il delicato equilibrio in cui operano le Chiese.
Don Giorgio Borroni
direttore della Caritas diocesana
