Oggi viviamo, qui nella splendida cornice del Sacro Monte di Varallo, un appuntamento diocesano che si colloca sempre nel tempo pasquale e che è la consueta, ma anche attesa e desiderata, giornata della “fraternità sacerdotale”. In essa ricordiamo i giubilei di ordinazione: tre sacerdoti e due diaconi permanenti che celebrano il 25° anno di ministero; ben cinque sacerdoti e un vescovo il 50º, quattro sacerdoti il 55°, due il 60° e, infine, tre il 65° anno di messa. Si potrebbe rilevare che fare il prete garantisca una certa longevità e questa è una cosa buona, sebbene sia “un lavoro” un po’ usurante.
Desidero soffermarmi brevemente sulla Parola di Dio che abbiamo ascoltato, nel giorno della memoria di sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa, un campione dell’ortodossia della fede nicena. Un mio vecchio insegnante di patristica lo apostrofava “quel filibustiere di Atanasio”, perché per cinque volte fu mandato in esilio, e cinque ritornò alla sua sede, naturalmente sempre per difendere la fede nicena…
Riguardo a sant’Atanasio vi rimando all’articolo che ho scritto su sant’Eusebio, sul Sito della Diocesi (http://www.diocesinovara.it/eusebio-di-vercelli-e-la-crisi-ariana-del-iv-secolo/) oppure sulla Rivista Diocesana Novarese n.4/2022, p. 514), nel quale riferisco come entrambi i vescovi furono compagni di viaggio e di missione in tempi controversi per l’eresia ariana. [Prosegui la lettura nel PDF allegato]
