Il samaritano e l’albergatore

Omelia nella festa della Pietà di Cannobio 2024
07-01-2024

Un saluto cordiale e affettuoso a voi che siete giunti numerosissimi per l’annuale ricorrenza che ricorda l’antico evento prodigioso della Santa Pietà di Cannobio. La fede delle popolazioni di questo territorio ha vissuto e continua a vivere questo momento come segno della Divina Misericordia. Anche san Carlo Borromeo volle valorizzare e rilanciare il prodigio avvenuto 502 anni fa. Abbiamo celebrato solennemente l’icona del miracolo per un intero anno giubilare ricco di celebrazioni e momenti significativi.

Il mio dire di questa sera vorrebbe concentrarsi sul tema che è stato oggetto della mia lettera pastorale intitolata: Chi è il mio prossimo? La sapienza della carità evangelica. Il Vangelo che è stato proclamato (Gv 19, 25-34) ci ha detto che «dal cuore trafitto di Gesù – che attira tutti a sé dalla croce, nella stupenda visione dell’evangelista Giovanni – sono sgorgati sangue e acqua» (cfr. Gv 19,34). Nel Prima Lettera dello stesso evangelista (1Gv 5, 1-9) si dice che lo Spirito, l’acqua e il sangue rendono testimonianza del significato salvifico della morte di Gesù, che si rende presente nei sacramenti cristiani, così che l’acqua si riferisce al Battesimo, il sangue si riferisce all’Eucaristia da cui sgorga lo Spirito fonte di salvezza, di energia e di forza per la vita di tutti i credenti. [Prosegui la lettura nel PDF allegato]

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