Il «Maestro interiore», dono dello Spirito Santo

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La preghiera come strada per «risintonizzarsi» sulla voce del «maestro interiore», dono dello Spirito Santo. L’ha indicata il vescovo Franco Giulio nell’intervento durante l’incontro diocesano con i cresimandi (a questo link la fotogallery) dello scorso 28 aprile in Basilica di San Gaudenzio, che pubblichiamo qui integralmente.


Il Maestro interiore
Intervento all’ Incontro diocesano dei cresimandi con il Vescovo
28-04-2019
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Leggendo con i ragazzi l’episodio del racconto di Pentecoste degli Atti degli Apostoli il vescovo ha sottolineato tre parole chiave il fragore, il vento e il fuoco, che si trovano anche altrove nella Bibbia e indicano la presenza di Dio, come «tre spie rosse che si accendono per indicare che sta avvenendo qualcosa di importante!». Il vescovo le ha mostrate nell’Esodo e nel primo libro dei Re, con il racconto di Elia sull’Oreb, dove ai tre segni se ne aggiunge un quarto, «la brezza leggera. Il Signore si fa riconoscere in questo vento leggero, anche se a noi talvolta piacerebbe riconoscerlo nel terremoto.  Forse alla vostra giovane età, nei prossimi anni, vi piacerebbe sentirlo come un terremoto sotto i piedi, quando sarete adolescenti! O ancora sentirlo nel vento, che indica forza, movimento, trascinamento, energia! O sentirlo nel fuoco che indica luce, calore, forza che riscalda e illumina. Il Signore – dice il profeta Elia – parla nel vento leggero».

 

Ecco, dunque, perché è importante saperlo ascoltare. « Una volta un ragazzo – ha detto ancora il vescovo –  mi ha confidato che era un po’ di giorni, un po’ di mesi, che non sentiva più il maestro interiore. Chiedo a voi: “Come facciamo a sintonizzarci con Lui?” Il modo più semplice è quello della preghiera! La preghiera è quel momento che dedichiamo a noi stessi, allargando l’orecchio del cuore per ascoltare la Sua presenza, la vicinanza del dono dello Spirito. E se anche fossero mesi e mesi che non udiamo la sua voce, nella preghiera improvvisamente Egli ricomincerà a parlare, e noi ritorneremo ad ascoltarlo!» .


IL MAESTRO INTERIORE

Intervento all’ Incontro diocesano dei cresimandi con il Vescovo

 

Cari ragazzi vi rivolgo il mio saluto, nella grande basilica di san Gaudenzio, che è sovrastata da questa slanciata cupola, alta 121 metri, che è la più alta cupola del mondo fatta in mattoni! Ci sono costruzioni più alte, ma sono fatte in acciaio o in cemento, questa è costruita di mattoni, ed ancora oggi ha un primato mondiale. Sotto questa grande cupola del nostro architetto Antonelli – nostro perché era nativo di Ghemme – viviamo qui l’incontro con il vescovo, che non può essere presente ovunque, nelle sei zone pastorali in cui è suddivisa la nostra vasta Diocesi. Quest’anno visiterà il Verbano, dopo essere stato in Valsesia, nel Borgomanerese-Aronese e a Novara. Poi, l’anno prossimo, sarà la volta dell’Ovest-Ticino.

Partiamo da una cosa semplice, vale a dire dalla domanda che si trova alla fine dell’episodio del racconto di Pentecoste che abbiamo ascoltato dagli Atti degli Apostoli:

Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l’un l’altro: «Che cosa significa questo?». (At 2,12)

È una domanda che sorge spontaneamente, non è posta da qualcuno in particolare: “si chiedevano l’un l’altro: «Che cosa significa questo?»”. Cosa era successo? Allora vi rileggo un versetto del testo, perché il vostro orecchio sia aperto all’ascolto e perché vi poniate attenzione e riconosciate tre segni:

“Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro” (At 2, 2-3)

Sono tre segni della natura: il fragore, il vento, il fuoco. Questi tre segni compaiono anche in un altro brano famoso dell’Antico Testamento, quando Mosè scende dal monte con le tavole della legge. Anche là vi è il tuono, il vento e il fuoco (cfr. Es 19-20).

Sono le tre spie rosse che si accendono per indicare che sta avvenendo qualcosa di importante! Nell’Antico Testamento l’evento è la Legge che è scritta sulle tavole di pietra, mentre nel Nuovo Testamento è qualcos’altro, come dice ancora il testo:

Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro”. (At 2,3)

Nel Nuovo Testamento la legge è scritta nel cuore. Dalle tavole di pietra di prima, la Legge ora è scritta dentro ciascuno di noi. Dobbiamo poi ricordare un altro brano ugualmente famoso, dal libro dei Re, che parla del profeta Elia, che scappa dalla regina Gezabele, che lo perseguitava perché lo accusava di essere un profeta di sventura, mentre lei voleva dominare tutto il regno. Elia fugge e giunge all’Oreb, il monte di Dio (Cfr 1Re 1-13). Anche in quel caso si dice:

Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.12Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. (1Re 12-13a)

Dove era allora il Signore? Dice il primo Libro dei Re:

Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. (1Re 12, 13b)

Anche qui ci sono tre segni a cui se ne aggiunge un quarto, la brezza leggera. Il Signore si fa riconoscere in questo vento leggero, anche se a noi talvolta piacerebbe riconoscerlo nel terremoto.  Forse alla vostra giovane età, nei prossimi anni, vi piacerebbe sentirlo come un terremoto sotto i piedi, quando sarete adolescenti! O ancora sentirlo nel vento, che indica forza, movimento, trascinamento, energia! O sentirlo nel fuoco che indica luce, calore, forza che riscalda e illumina. Il Signore – dice il profeta Elia – parla nel vento leggero. Come nel giardino della creazione con Adamo ed Eva.

Nel Nuovo Testamento questi brani sono ripresi nell’episodio della Pentecoste, quando l’evangelista Luca dice che le lingue di fuoco si posarono su ognuno di loro: la nuova legge dello Spirito riposa dentro di noi, nel nostro cuore. Per ascoltare questo vento leggero è necessario aprire l’orecchio del cuore!

Come parla questo vento leggero? Lo dico con un’espressione che solitamente indico alla fine della celebrazione della Cresima. L’ha trovata un grande teologo, forse il più grande di tutti, Sant’Agostino. Fu un ragazzo un po’ discolo ed è stato in ricerca tanto tempo, prima di trovare la sua strada. Quando l’ha trovata, ha compreso che il Signore parla attraverso la brezza leggera, parla al nostro cuore, riposa dentro ognuno di noi, è il nostro “maestro interiore”.

È un “maestro interiore”, mentre voi finora avete avuto e avrete ancora tanti maestri esterni: i genitori, i nonni, poi alla scuola materna, alle elementari, ora alle medie addirittura moltiplicati… ma noterete nei prossimi anni che il vostro orecchio diventerà sordo di fronte ai maestri esterni, che diventeranno sempre più esteriori. Invece dovrete diventare capaci di ascoltare il maestro interiore!

Come si fa a comprendere che è il maestro interiore che parla? Alcuni esempi: avete sentito che le lingue di fuoco si posarono su ciascuno di loro, e non solo sui i dodici apostoli. C’erano tutti: Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi…” (cfr At 2, 9-10), tutti questi popoli si possono quasi ordinare in fila sull’asse verticale e sull’asse orizzontale del Medioriente!

Lo Spirito è il maestro interiore, quindi, e si posa su ciascuno di noi, dentro di noi, nel nostro cuore. Come lo si sente? Il maestro interiore, ad es., è quello che mi dice magari di studiare oggi e non domani, di andare a trovare un amico che è un po’ di tempo che non vedo e so che è solo ed è escluso da tutti. Occorre fare attenzione, perché il maestro interiore parla dentro di noi, ma non coincide con noi! Chiedete questa sera anche ai vostri genitori se hanno mai sentito il maestro interiore!? Forse si sorprenderanno della vostra domanda, ma anche loro l’hanno sentito tantissime volte: alla sera quando il papà si mette davanti allo specchio e magari ha detto una parola non bella alla mamma, allora avverte che quella parola detta in quel modo non andava bene, ecco in questa percezione parla il maestro interiore! Il maestro interiore parla dentro di noi, e ci dice cosa è bene per noi! Qualche volta coincide con noi, altre volte no. Qualche volta ci rassicura, se siamo tristi, altre volte ci rimprovera, se siamo superficiali o egoisti. Nell’adolescenza diventerà difficile seguire il maestro interiore. Si diventa un po’ sordi alla sua voce in questa età! Tuttavia, si riceve la Cresima proprio in quest’età, nella quale accogliamo il maestro interiore che poi ci guiderà negli anni seguenti…negli anni del grande passaggio alla vita adulta.

Il maestro interiore non coincide neppure sempre con la voce dei nostri compagni, dei nostri amici! A volte coincide con la voce del compagno, magari uno che sta un po’ a margine ed è meno considerato; oppure altre volte coincide con la voce dei genitori, e qualche volta no! In genere c’è un criterio per riconoscerlo: se il maestro interiore non ci fa solo star bene, ma ci fa compiere il bene! È semplice e abbastanza facile sentirlo, o almeno dovrebbe esserlo. Ecco: questo è il dono dello Spirito Santo, è il maestro interiore che abita dentro di noi. Possiamo perderlo? No, non si può perdere, perché Egli è in noi!

A Gerusalemme i presenti erano numerosi e molto di più di quanti siamo qui oggi, ma lo Spirito si è posato su ciascuno di loro, perché il fuoco dello Spirito ha questa capacità di riposare su ciascuno! Come un’unica fiamma che ha la possibilità di dividersi in migliaia di scintille, questo è il dono dello Spirito Santo. Il vescovo darà la cresima quest’anno ai ragazzi del Verbano, i suoi collaboratori verranno a conferirla in tutte le altre cinque zone…, ma è l’unico e lo stesso Spirito che scenderà su di tutti!

Un’ultima cosa. Una volta un ragazzo mi ha confidato che era un po’ di giorni, un po’ di mesi, che non sentiva più il maestro interiore. Chiedo a voi: “Come facciamo a sintonizzarci con Lui?” Il modo più semplice è quello della preghiera! La preghiera è quel momento che dedichiamo a noi stessi, allargando l’orecchio del cuore per ascoltare la Sua presenza, la vicinanza del dono dello Spirito. E se anche fossero mesi e mesi che non udiamo la sua voce, nella preghiera improvvisamente Egli ricomincerà a parlare, e noi ritorneremo ad ascoltarlo!

Riceverete lo Spirito Santo che ci dona – come abbiamo letto nell’orazione iniziale – i suoi doni, lo spirito di sapienza e di intelletto, lo spirito di consiglio e di fortezza, lo spirito di scienza e di pietà e lo spirito del santo timore di Dio. Questo è il dono dello Spirito, e se è un po’ di tempo che non ci parla, allora dobbiamo accendere il cuore con la preghiera! Anche il vescovo ha un suo momento privilegiato, nel quale è sintonizzato meglio con lo Spirito Santo. Sul far del mattino, in quel momento ho sognato, intuito e pensato le cose più belle! Come è avvenuto anche con questa meditazione di oggi, per comunicarla a voi. Così parla lo Spirito, il maestro interiore! Si posa su ciascuno di noi, in egual misura, così che ciascuno ha la sua propria lingua di fuoco! Vieni Spirito Santo!

+Franco Giulio Brambilla
Vescovo di Novara