ESSERE PADRI, MAESTRI E GUIDE COME FRATELLI

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Omelia per la Messa nella Giornata di Fraternità sacerdotale 2019
21-01-2019

Un saluto affettuoso e grato a tutti coloro che in questi due mesi mi hanno fatto pervenire la loro vicinanza e la loro preghiera e anche a coloro che lo hanno fatto nel silenzio.

Sette anni fa, solo due giorni più tardi – non era il 21 ma il 23 gennaio – proprio in questa Basilica avevo pensato di fare personalmente il gesto che va sotto il nome un po’ strano di “presa di possesso” della Diocesi, prima dell’ingresso a Novara avvenuto il 5 febbraio. La mia intenzione era di proporre una lettura del gesto, che non fosse appunto una “presa di possesso” della Diocesi, ma un “lasciarsi prendere” in carico, tutti insieme, dal Signore. Per percorrere un tratto di strada, per costruire un anello della tradizione, che ogni vescovo, ogni parroco, ogni coadiutore, ogni prete, fa quando gli viene affidata una porzione di chiesa per un tempo determinato. A noi è chiesto di essere chiesa, costruendo un anello della tradizione: completando magari qualche cosa che manca all’anello precedente, e aprendo spazi per coloro che ci seguiranno. Perché la Chiesa viene prima di noi, passa attraverso di noi e procederà dopo di noi.

Mi ha aiutato a riflettere su questo il tempo di “infermità” in questi due mesi. Ero nel posto più bello del mondo, perché vedevo un lembo della mia Brianza e quindi già il panorama rincuorava! E per di più sono stati anche a due mesi di sole… Mi sono trovato a riflettere su questi primi sette anni tra voi e ho elaborato due pensieri che sono collegati alle due letture che abbiamo ascoltato. [Prosegui la lettura nel PDF allegato]