La Santa Casa di Loreto e il pellegrinaggio dei Papi

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Relazione al Convegno di avvio dell’anno pastorale al Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto
25-09-2021

Da quando Papa Giovanni XXIII, con un gesto sorprendente, prese il treno per Loreto, il 4 ottobre 1962, a soli sette giorni dall’inaugurazione della grande assise del Concilio Vaticano II, tutti i Papi che lo seguirono – salvo Paolo VI, che però tenne un memorabile discorso proprio a Nazareth – hanno sentito la Basilica che custodisce la Santa Casa quale mèta simbolica del loro pellegrinaggio e della loro missione ecclesiale. Loreto è considerata l’approdo naturale per la devozione e l’annuncio del Vangelo della famiglia, sia nella sua figura di valore (rapporto uomo-donna), sia nel suo aspetto generativo (rapporto tra le generazioni), e per questo è diventata il Santuario del pellegrinaggio nazionale ed europeo dei giovani. Anzi proprio il tema della Santa Casa è il grande simbolo che fa sintesi del mistero dell’Incarnazione e del segreto di Nazareth. Ad essa si sono rivolti i Papi del Novecento, quando Giovanni XXIII lasciò dopo lungo tempo il Vaticano, per recarsi nel Santuario delle Marche, rinnovando un’antica tradizione, che risaliva almeno a Pio II (Enea Silvio Piccolomini), a Paolo III (l’iniziatore del Concilio di Trento), a Pio VI e Pio VII, Gregorio XVI e Pio IX, per non dimenticare san Carlo Borromeo, san Francesco di Sales e una moltitudine di altri santi.

Lo scopo del mio intervento è di proporre una lettura dei discorsi fatti a Loreto dai Papi del Novecento sino a Papa Francesco, trovando un possibile filo rosso che, di là dalla contingenza che ha motivato i pellegrinaggi, potesse raccoglierne il messaggio valido ancora per oggi. Il filo che collega i multiformi interventi è facilmente rintracciabile nella simbolica della casa per percorrere il sentiero che va dalla Santa Casa al Natale di Gesù. È il mistero dell’Incarnazione che si prolunga nell’umiltà di Nazareth per illuminare la famiglia, i giovani, il lavoro. L’indimenticabile discorso di Paolo VI a Nazareth (il 5 gennaio 1964) potrebbe fare da ideale tracciato per entrare nella Santa Casa, tenendo come bussola la “simbolica della casa”.

Una simbolica della casa ci può fornire alcune immagini in cui l’icona della “casa” si presenta con le sue molte facce[1]: la casa “natale” per illustrare il mistero della nascita di Cristo e della nostra; la casa “paesaggio” per penetrare nel segreto di Nazareth e negli affetti della famiglia; la casa “finestra” per spronare i giovani a trovare la loro vocazione; la casa “appartamento” per venire incontro alle domande di chi ha il cuore ferito; la casa “aperta” per suggerire una pratica della casa come cardine del mondo.

Tutti questi significati della casa sono aperti ad illuminare il significato teologale dell’abitare. Il tema della Santa Casa può fornire così il filo rosso che aiuta a leggere gli interventi papali a Loreto, per loro natura occasionali. Mi sembra, dunque, che il messaggio dei Papi alla Santa Casa possa essere raccolto attorno ai seguenti cinque aspetti. [Prosegui la lettura nel PDF allegato]