Quinta domenica di Quaresima, cinque minuti con la Parola

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Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola, nella giornata di oggi, quinta domenica di Quaresima.

Perché, scrive in nostro vescovo Franco Giulio «La Parola che ascoltiamo, la meditazione con cui l’accogliamo, la disponibilità con cui plasmiamo il nostro cuore, la preghiera che scaturisce dentro di noi, la risposta che affiora sulle nostre labbra, questo è il percorso con cui ci “lasciamo scegliere” dal Signore».

Il testo è tratto da Ho scelto te,  sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e progettato dall’équipe dell’Ufficio per la Pastorale giovanile

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (12, 20-33)

Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: “È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome”. Venne allora una voce dal cielo: “L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!”.
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: “Un angelo gli ha parlato”. Disse Gesù: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”. 33Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

 

Commento alla Parola
Il tempo si è fatto davvero breve. Anche questo tempo di Quaresima volge al termine, ci prepariamo a vivere la Domenica delle Palme e la Settimana Santa. Anche i toni del Vangelo si fanno più duri: Gesù annuncia più volte, direttamente o con parabole, la sua Passione e morte e la cosa sconvolge i discepoli e le folle! Eppure, anche dentro questo annuncio della Passione di Gesù, si cela la speranza; “se il chicco di grano non muore…”: è la morte di Gesù a portare frutti di Risurre- zione; proviamo a pensarci: un piccolo seme di grano può rimanere in- tegro per sempre, ma così rimane anche sterile; se invece il seminatore esce a seminare, il seme di grano cade sul terreno e può sembrarci abbandonato. Ma non è così! Il seme sparisce inghiottito dalla terra e, con pazienza, piano piano vediamo germogliare il nuovo stelo di grano, che ha con sé innumerevoli altri semi che a loro volta possono essere molto fecondi. La stessa cosa vale per il Signore Gesù: cade a terra, si rialza, viene innalzato sulla croce e muore. Ma nel silenzio del se- polcro il miracolo della vita nuova si sta già compiendo, Gesù risorge! E come per il seme di grano che porta molto frutto, così è anche per la Risurrezione di Gesù: la sua Risurrezione porta per noi il frutto della vita eterna, della vita di gioia, della vita di speranza. Anche tu sei un piccolo seme di grano destinato a fare grandi cose, a portare la vita vera per coloro che ti stanno accanto; basta poco, basta af darti al Signore Gesù e alle grandi cose che lui può fare.

Preghiera
Signore, io sono un piccolo seme nelle tue mani.
Ma proprio perché sono nelle tue mani, io posso fare grandi cose: posso portare la gioia, posso vivere la mia vita in pienezza,
posso camminare nella verità, ma soprattutto
posso essere come tu mi vuoi:
un testimone del tuo amore, un testimone della tua fedeltà,
un testimone della tua speranza.