Venerdì 31 marzo, alle 20.45 a Galliate presso l’Oratorio Beato Quagliotti, si terrà una serata dal titolo: “Libano, esperienza di accoglienza e convivialità”. Ospite Padre Abdo Raad, responsabile dell’associazione “Anna Linnas” (Gli Uni per gli Altri), che si occupa dell’accoglienza dei profughi dalla vicina Siria. L’associazione conduce uno dei progetti di adozione a distanza del Centro missionario diocesano, che permette a bambini orfani o in situazione difficile di trovare aiuto sia nelle loro famiglie, sia in istituti sociali di accoglienza, allo scopo di assicurare loro vitto, alloggio, scuola e formazione umana e spirituale.
Di seguito la lettera che padre Raad aveva inviato ai sostenitori del progetto in diocesi di Novara, lo scorso Natale.
«Carissimi amici di Novara e sostenitori dei nostri progetti, sono felice di scrivervi per farvi i miei migliori auguri per il nuovo anno. Mi auguro che stiate tutti bene e voglio anche ringraziarvi per quanto continuate a fare per sostenere il nostro lavoro sociale a favore di ragazzi che senza il vostro aiuto non avrebbero la possibilità di poter frequentare la scuola.
Grazie al sostegno a distanza possiamo continuare l’ opera di accoglienza nelle nostre scuole, vista l’insufficienza della scuola pubblica di fronte al grande numero di bambini incrementato dalla presenza dei profughi siriani. Oltre all’insegnamento contribuiamo anche all’acquisto di libri e materiale didattico. Fa riflettere che purtroppo, invece di essere sostenuta dallo stato, questa realtà sia costretta ad andare avanti cercando soprattutto fondi di associazioni o benefattori stranieri.
A Joun presso il convento continuiamo l’aiuto ai rifugiati siriani presenti in zona, con alle distribuzioni di beni di prima necessità, animazione dei bambini e corsi di francese tenuti da alcuni volontari della nostra Associazione Annas Linnas. Lavoro portato avanti nella gratuità e con uno spirito di servizio che rende veramente l’idea della fattibilità di un mondo migliore.
Si è inoltre attivato un programma che prevede la fornitura di piccoli attrezzi e materiali da utilizzare per la pulizia e il ripristino di spazi comuni, una retribuzione giornaliera per i rifugiati a causa della guerra in Siria e per i lavoratori libanesi in difficoltà, della comunità libanese ospitante. Quando libanesi e rifugiati lavorano insieme per il bene comune, si crea coesione sociale e una migliore convivenza, fatta di responsabilità e di partecipazione. Se il rifugiato ha un salario giornaliero o mensile, si riappropria della sua dignità e ha la possibilità di mandare a scuola i suoi figli. Può andare al negozio libanese a fare acquisti e il commerciante libanese invece di arrabbiarsi con i rifugiati che ricevono aiuti in alimenti e altre cose, sarà grato di aver un nuovo cliente. Il lavoro che sarà fatto sarà fonte di ricostruzione, di pulizia per i luoghi usati da tutti gli abitanti.
Ringraziandovi ancora per il vostro sostegno, saluto tutti nel Signore augurandovi un sereno Santo Natale e un buon anno nuovo, preghiamo che sia un anno di pace!
Padre Abdo Raad»
