In lutto per il diacono don Dalmino Cestari

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Questa mattina (mercoledì 15 aprile), presso l’ospedale di Novara, è mancato il diacono permanente Dalmino Cestari, all’età di 78 anni. Era ricoverato da alcuni giorni, risultato positivo al virus che in queste settimane ha sconvolto la convivenza umana, peraltro con già complesse problematiche di salute. Dopo la speranza riaccesa da più positive notizie, il grave peggioramento ha richiesto il trasferimento in rianimazione dove don Dalmino si è spento per arresto cardiaco.

Il Signore lo ha chiamato a sé proprio in questo mercoledì dell’ottava di Pasqua nel quarantasettesimo anniversario della consacrazione episcopale di Mons. Francesco Maria Franzi.

Dalmino è nato a Correzzola (Padova) il 26 settembre 1941. E’ arrivato a Oleggio negli anni cinquanta. Ha vissuto una prima esperienza vocazionale nel seminario minore di Miasino. Ha affrontato poi un’esperienza lavorativa presso la Cassa di risparmio delle Provincie Lombarde. Nel 1974 è entrato nella Congregazione degli Oblati e si è inserito nella parrocchia di san Giuseppe in Novara come responsabile del centro comunitario parrocchiale. E’ stato ordinato diacono da Mons. Aldo Del Monte, nella chiesa di san Giuseppe, l’11 dicembre 1977; al solenne rito concelebrava anche il servo di Dio Mons. Francesco Fasola. Negli anni novanta il diacono Dalmino ha vissuto un tempo di forte impegno ascetico con i benedettini di Germagno. Ha collaborato al Sacro Monte di Varallo. E’ poi tornato nella comunità di san Giuseppe a Novara, prestando anche servizio nella Cattedrale. Per diversi anni è stato economo degli Oblati.

Dalmino è stato il primo diacono permanente ordinato nella nostra diocesi. Si è fatto volere molto bene in tutte le comunità e realtà ecclesiali in cui ha offerto il suo ministero. Gli siamo grati per i tratti più caratteristici della sua persona: semplicità, umiltà, discrezione, disponibilità. Ha testimoniato una fede autentica sostenuta da una forte spiritualità.

Così lo ricorda padre Giancarlo Julita, prevosto degli Oblati: «Don Dalmino  è stato fino all’ultimo fedele al suo ministero diaconale e alla liturgia delle ore, non potendo più proclamare il Vangelo nelle messe, per i problemi che ne minavano la voce. Non posso dimenticare come, nonostante i suoi 78 anni, abbia continuato a prestare il suo servizio discreto, silenzioso e puntuale alla Cattedrale e, soprattutto, ai Canonici, pur non essendone più obbligato, sino a dieci giorni prima del ricovero in ospedale».

Molto stimato dagli altri diaconi, si è inserito fraternamente e cordialmente nel nostro presbiterio. Ha quasi sempre partecipato negli ultimi anni agli esercizi spirituali con il nostro clero a Bocca di Magra. Così è stato anche nella prima settimana della scorsa Quaresima, con le meditazioni sulle letture bibliche della Veglia pasquale offerte da Mons. Alceste Catella vescovo merito di Casale Monferrato. E proprio nella Pasqua che si prolunga in questi giorni, il “nostro” Dalmino è stato chiamato all’incontro definitivo con Cristo risorto nella pienezza della luce, della gioia e della pace. Ha certamente incontrato lo sguardo luminoso e sorridente della Madonna del sangue di Re, oltre che dei venerati padri che lo hanno preceduto.

Don Dalmino domani mattina (giovedì 16 aprile) riceverà in forma privata l’ultima benedizione e sarà inumato nella tomba dei sacerdoti filippini nel cimitero di Novara.

Don Gianluigi Cerutti
Vicario episcopale per il clero e la vita consacrata