Sono passati solo sei anni da quando il 7 maggio 2016 a Varallo abbiamo chiuso la fase diocesana della causa di beatificazione e in seguito è terminata anche la cosiddetta fase romana presso il Dicastero delle cause dei Santi della Santa Sede. Pertanto al termine di questo primo iter il Papa ha fatto emanare il decreto con cui la madre fondatrice, la serva di Dio Margherita Maria Guaini, è stata dichiarata “venerabile”. È un primo passo ufficiale verso il traguardo, se Dio vorrà, della beatificazione e poi della canonizzazione.
Come ci ha detto il parroco don Enrico, nel saluto iniziale, oltre a ricordare il centoventesimo anniversario della nascita della Fondatrice, avvenuto lo scorso anno – Ceto (BS) 21 novembre 1902 –, oggi esprimiamo il nostro ringraziamento per questo primo traguardo e ad un tempo innalziamo la preghiera e l’invocazione che nasce dalla dichiarazione di venerabilità, cercando di comprendere il significato che essa può avere per noi. Se il culto di adorazione è riservato esclusivamente a Dio, alla Vergine Maria e ai Santi è tributata la venerazione come atto di rispetto e preghiera, un culto diverso dall’adorazione.
Per esprimere il nostro ringraziamento e la nostra invocazione, come dicevo, questa sera commento una breve espressione che si adatta perfettamente al momento attuale del cammino post mortem della Madre fondatrice. Mi è stata suggerita dalle nostre suore di casa vescovile che appartengono alla stessa congregazione delle Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote. In passato ho già commentato due espressioni, caratteristiche della spiritualità e della preghiera di Madre Guaini, mentre la terza, assai breve ma efficace, recita così: “È tempo di gioia, perché Cristo ci ha redenti”. È un’espressione che si attaglia perfettamente a questo momento. Vi offrirò un commento attorno alle tre parole che la compongono. [Prosegui la lettura nel PDF allegato]
