Carissimi Gregorio e Lorenzo, che sarete istituiti lettori,
carissimi Luca, Marco, Alessandro, Francesco e Michele, Federico e Michele
che sarete istituiti accoliti,
rivolgo un saluto affettuoso a tutti i sacerdoti, amici e fedeli,
che partecipano a questa celebrazione!
Mi colpisce positivamente il fatto che siate giunti così numerosi a condividere le tappe del cammino verso il presbiterato di questi nove giovani. Ciò significa tuttavia che entro due o tre anni ci saranno ben nove posti liberi in Seminario, perché con i due diaconi che a giugno saranno preti, il Seminario diverrà quasi vuoto. Sono nove posti disponibili che attendono di essere colmati!
Per quest’occasione ho scelto di mantenere i testi della Liturgia della Parola di oggi, martedì dell’ultima settimana di tutto l’anno liturgico. La Prima Lettura e il Vangelo sono due pagine difficili, come d’altra parte lo sono tutte quelle di genere apocalittico. La prima è tratta dal libro di Daniele e poi il Vangelo di Luca è preso dal discorso escatologico di Gesù. Sono testi definiti profezie ex eventu, poiché quanto è descritto narra fatti già avvenuti e talvolta persino identificabili, che tuttavia ci consentono di fare qualche considerazione per noi oggi.
Nella pagina di Daniele (Dn 2,31-45) è evidente che si parli di una successione dei regni e nella pagina evangelica (Lc 21, 5-11), supponendo che l’ultima versione del testo sia stata scritta dopo il 70 d. C., si parla della distruzione del tempio di Gerusalemme. È risaputo che in quel momento è accaduta una delle pagine più tragiche della storia di Israele con la distruzione del secondo Tempio. L’altra distruzione del Tempio era avvenuta alcuni secoli prima, nel 586 a.C., edificio poi ricostruito lentamente in mezzo a mille difficoltà a partire dal 536 a.C. Anche ai nostri giorni si stanno scrivendo pagine drammatiche in quei luoghi! [Prosegui la lettura nel PDF allegato]
