Nel 1856, il beato Pio IX (1892 – 1878), due anni dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, concesse al santuario della Madonna del Sangue di Re l’indulto per poter celebrare la messa nel giorno della festa alle ore 15.00, come orario più vicino all’evento miracoloso, dal momento che il segno prodigioso del versamento del sangue dall’icona della Madonna del latte, un tempo collocata sulla facciata della vecchia chiesa e che noi oggi veneriamo nel santuario attiguo alla basilica, avvenne nel tardo pomeriggio. A molti potrà sembrare un orario improbabile, così come appare anche al vescovo chiamato a predicare a quest’ora improvvida, ma a quell’epoca vigeva l’obbligo del digiuno eucaristico fin dalla mezzanotte precedente, e pertanto era già impegnativo mantenere fede alla norma fino al mezzogiorno. L’ora meridiana però permetteva anche ai tanti pellegrini di arrivare in tempo, sapendo che molti arrivavano a piedi. Per questo si concesse di prorogare fino alle tre del pomeriggio la celebrazione del miracolo.
L’anno che stiamo vivendo è particolarmente significativo per la storia del santuario, come abbiamo ascoltato dal rettore. Per dire una parola semplice, che rincuori tutti noi, dobbiamo proclamare a voce alta: “siamo usciti dall’emergenza!”
Vorrei, dunque, svolgere il mio pensiero su questo tema, nonostante i venti di guerra che sentiamo attorno. Tuttavia è importante che in questo anno 2023, e compiutamente nell’anno 2023-2024, tutti noi usciamo da quella specie di cappa che in questi tre anni ci ha oppressi. [Prosegui la lettura nel PDF]
